La vicenda della Strage di Ustica continua a rappresentare uno dei casi più controversi e irrisolti della storia italiana. A 46 anni dall’abbattimento del DC9 Itavia partito da Bologna e diretto a Palermo, istituzioni, magistratura e familiari delle vittime restano ancora in attesa di una verità definitiva su quanto accaduto nei cieli del Tirreno. Tra nuove fasi giudiziarie, commemorazioni ufficiali e richieste di chiarimento del Governo Meloni anche sul piano internazionale, il caso rimane al centro del dibattito pubblico e politico.
Le istituzioni e il ricordo delle vittime della Strage di Ustica
Le commemorazioni per le 81 vittime del DC9 partito da Bologna e diretto a Palermo hanno visto anche gli interventi delle più alte cariche dello Stato e di esponenti politici. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricordato che “In questo giorno di raccoglimento e di memoria, il pensiero di vicinanza e di solidarietà va anzitutto ai familiari delle vittime, straziati da un evento inaccettabile e da un dolore profondo che il tempo non può lenire.
Nella storia della Repubblica il segno di quella catastrofe non è cancellabile”. Ha inoltre sottolineato che “ricostruire quanto avvenne rimane un dovere irrinunciabile”, aggiungendo che la ricerca della verità ha già prodotto risultati significativi, pur tra difficoltà e zone d’ombra.
Anche il presidente del Senato Ignazio La Russa ha evidenziato che “commemorare questa tragedia significa rinnovare l’impegno delle Istituzioni nel preservarne il ricordo”, mentre il presidente della Camera Lorenzo Fontana ha ribadito che “Custodire la memoria è un dovere e un impegno collettivo”.
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha espresso “dolore e vicinanza ai familiari delle vittime”, definendo la vicenda “una ferita mai chiusa” e sollecitando nuovi approfondimenti internazionali: in particolare la richiesta di informazioni a Paesi alleati come Francia e Stati Uniti.
Sul fronte dei familiari delle vittime, Bonfietti ha parlato di una verità ancora incompleta e di una possibile archiviazione vissuta come “una sconfitta per la magistratura, per la giustizia, per la verità, per la storia stessa del nostro Paese”. In un passaggio più ampio ha affermato: “Chi è stato ad abbattere il Dc9? Se non ci riesce con le armi della magistratura della giustizia, indagini, rogatorie, la magistratura, ci deve, io credo, riuscire la politica, il governo del mio paese deve muoversi in maniera ben più sostanziale”.
Secondo la sua ricostruzione, già il giudice Priore avrebbe individuato uno scenario legato a un episodio di guerra aerea, mentre per anni si sarebbero susseguiti depistaggi e ipotesi contrapposte, dalla pista del cedimento strutturale fino a ricostruzioni poi smentite. Nel complesso, tra posizioni istituzionali, attese giudiziarie e pressioni dell’opinione pubblica, il caso Ustica resta ancora oggi un nodo irrisolto della storia repubblicana, con la prossima udienza del 30 settembre come nuovo passaggio cruciale del procedimento.
Strage di Ustica, la decisione del Governo Meloni: pronti ad opporsi alla richiesta di archiviazione
Nel 46° anniversario della Strage di Ustica, il governo italiano, tramite l’Avvocatura dello Stato e con una nota di Palazzo Chigi, ha comunicato che si opporrà alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura nell’ambito dell’ultima inchiesta aperta sul disastro. Nel testo si precisa inoltre che, al momento, “non è ancora possibile procedere alla costituzione di parte civile, poiché il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari”. L’udienza in cui il giudice dovrà esaminare la richiesta è stata fissata per il 30 settembre, mentre la decisione finale è attesa entro la fine dell’anno.
L’indagine, riaperta nel 2008 dopo le dichiarazioni dell’ex presidente Francesco Cossiga che ipotizzava il coinvolgimento francese nell’abbattimento del DC9 Itavia, continua quindi il suo iter tra complessità investigative e attese istituzionali. Nel comunicato governativo si ribadisce la linea di intervento dell’esecutivo, mentre Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, ha accolto positivamente la scelta di opporsi all’archiviazione, vedendola come un sostegno alla ricerca della verità.
