Le tensioni tra Donald Trump e l’Iran continuano ad alimentare l’instabilità in Medio Oriente. Il presidente americano ha ribadito che manterrà il blocco dei porti iraniani fino al raggiungimento di un accordo definitivo con Teheran, minacciando anche di non prolungare il cessate il fuoco. In risposta, l’Iran ha avvertito che potrebbe richiudere lo Stretto di Hormuz, uno dei passaggi marittimi più strategici al mondo, aggravando ulteriormente lo scontro politico e militare nella regione.
Israele e Libano: la “linea gialla” e il controllo delle aree occupate
Sul fronte mediorientale cresce anche la tensione tra Israele e Libano, dove l’esercito israeliano starebbe pianificando l’introduzione di una cosiddetta “linea gialla”, un confine operativo che impedirebbe ai civili libanesi di tornare nelle zone occupate dalle forze israeliane.
Secondo quanto riferito da alti funzionari delle Forze di difesa israeliane citati dalla CNN, il modello sarebbe lo stesso già applicato nella Striscia di Gaza durante il cessate il fuoco successivo a due anni di guerra. La “linea gialla” rappresenterebbe una fascia sottoposta al controllo militare israeliano e non accessibile alla popolazione civile.
Come spiegato dai funzionari, “Il modello della ‘linea gialla’ di Gaza sarà replicato anche in Libano”, con una delimitazione già tracciata fino al punto in cui attualmente operano le truppe dell’Idf. In base a queste indicazioni, ai residenti sarebbe vietato il rientro in 55 villaggi libanesi compresi nell’area interessata. Le stesse fonti avrebbero inoltre precisato che “l’Idf è autorizzato a continuare a distruggere le infrastrutture terroristiche presenti anche durante il cessate il fuoco”, confermando così la prosecuzione delle operazioni militari anche in una fase formalmente di tregua.
Lo stretto di Hormuz ha riaperto davvero? Botta e risposta Trump-Iran sul blocco dei porti
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che il blocco dei porti iraniani resterà in vigore qualora non si arrivi a un’intesa di pace con Teheran, sottolineando inoltre la possibilità di non prorogare il cessate il fuoco oltre la scadenza fissata per mercoledì. Questa posizione ha immediatamente provocato la reazione delle autorità iraniane, che hanno risposto con toni altrettanto duri. Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha infatti dichiarato che, se Washington continuerà con il blocco marittimo, Teheran procederà nuovamente alla chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio energetico mondiale. Come ha scritto su X, “Con il proseguimento del blocco, lo Stretto di Hormuz non rimarrà aperto“, precisando inoltre che il passaggio delle navi attraverso il canale sarà subordinato all’autorizzazione iraniana.
Parallelamente, i servizi segreti delle Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato una vasta operazione di sicurezza interna, sostenendo di aver smantellato “cellule affiliate agli Stati Uniti, al regime sionista e al Regno Unito“, accusate di preparare attacchi attraverso attività di spionaggio, destabilizzazione economica e organizzazione di proteste. Secondo il comunicato, numerosi arresti sarebbero stati effettuati nelle province dell’Azerbaigian Orientale, del Mazandaran e di Kerman, coinvolgendo presunti monarchici, agenti infiltrati, membri di gruppi di spionaggio e anche giornalisti legati a Iran International TV.