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Studiare brani della Bibbia nelle scuole del Texas: cosa cambia per oltre cinque milioni di studenti

Studiare brani della Bibbia nelle scuole del Texas: cosa cambia per oltre cinque milioni di studenti

Il Texas ha approvato un nuovo elenco di letture obbligatorie che introduce brani della Bibbia nel curriculum pubblico, con l'entrata a regime graduale entro il 2030 e reazioni contrastanti su laicità e rappresentatività dei testi.

Il Texas State Board of Education ha approvato un nuovo elenco di letture obbligatorie che introduce brani della Bibbia accanto ai classici della letteratura, con attuazione progressiva nelle scuole pubbliche dello Stato e riferimento temporale al 2030. La misura riguarda oltre cinque milioni di studenti e si applica in Texas, dalle scuole elementari fino alle superiori, secondo un calendario scaglionato.

L’intervento ha un impatto sistemico perché ridefinisce contenuti e priorità del curriculum di lingua, letteratura e studi sociali. Il provvedimento si inserisce in una serie di iniziative sull’identità culturale e religiosa nello spazio pubblico. Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2026.

Contenuti obbligatori e calendario di attuazione fino al 2030

Il programma statale prevede un elenco stimato in circa duecento opere obbligatorie che affianca romanzi di autori come Jane Austen e Charles Dickens a passi dell’Antico e del Nuovo Testamento.

Per i livelli iniziali è inclusa la lettura del Libro di Giona per la scuola media il Libro dei Salmi mentre per le superiori figurano testi come la Genesi e le Lamentazioni. L’entrata a regime è indicata come graduale con estensioni per fasce d’età e un punto di riferimento temporale legato al 2030.

Le autorità scolastiche hanno descritto una implementazione per fasi con avvio dalle classi elementari e progressiva estensione agli altri gradi scolastici.

In alcuni documenti operativi il 2030 è indicato come il traguardo del percorso, mentre altre comunicazioni lo collocano come anno di partenza per la primaria, lasciando margini applicativi ai distretti. L’obiettivo è fornire alle scuole tempo per aggiornare materiali, formazione e valutazioni in modo coordinato.

Materiali didattici e cambiamenti negli studi sociali

Per i gradi più bassi sono previsti testi illustrati che presentano racconti biblici in forma adatta all’età. Per medie e superiori sono indicati esercizi di analisi su passi come Genesi o Salmi messi in relazione con figure storiche e letterarie, tra cui George WashingtonLangston Hughes e Robert Frost. Il programma prescrive l’uso di specifiche traduzioni bibliche per garantire coerenza didattica, punto che ha generato rilievi per le differenze canoniche e editoriali tra versioni.

Parallelamente, la riforma ridefinisce la distribuzione di contenuti nelle scienze sociali maggiore enfasi sulla storia del Texas e degli Stati Uniti, riduzione di ore attribuite a corsi etichettati come “culture del mondo” in alcuni gradi, e rafforzamento delle unità su temi come maccartismo e storia del comunismo. La combinazione di nuovi testi letterari e revisione dei percorsi storici modifica l’equilibrio tra storia globale e storia nazionale nelle aule.

Quadro normativo e precedenti scolastici

La decisione rappresenta un ampliamento sostanziale rispetto alla normativa del 2026 che richiedeva un solo testo letterario per grado. Il nuovo impianto centralizza la scelta dei materiali, riducendo margini discrezionali dei singoli distretti rispetto al passato. In parallelo, in precedenza lo Stato aveva già varato misure che aumentavano la visibilità dei simboli religiosi nelle aule, tra cui l’obbligo di esporre i Dieci Comandamenti in ogni classe.

Questo quadro colloca la riforma nel più ampio dibattito sul ruolo della religione nell’istruzione pubblica e sulle politiche di identità culturale. Nel discorso pubblico, esponenti nazionali hanno ribadito impegni a tutela della pratica religiosa e alla difesa delle comunità credenti, posizioni che costituiscono lo sfondo politico della scelta dello Stato in materia di curriculum.

Reazioni, critiche sulla rappresentatività e impatto sui docenti

La misura ha diviso l’opinione pubblica. Sostenitori l’hanno descritta come recupero delle radici giudaico-cristiane e bilanciamento dei programmi; oppositori hanno segnalato il rischio di violare la separazione tra Stato e Chiesa e di limitare la libertà educativa delle famiglie non cristiane. Manifestazioni e proteste di genitori, insegnanti e leader religiosi hanno accompagnato la discussione del provvedimento, con richieste di garantire un approccio storicistico e non confessionale in classe.

Tra le critiche ricorrenti c’è la rappresentatività dei testi molti materiali inclusi sono attribuiti ad autori uomini bianchi, scelta ritenuta poco allineata con la composizione demografica delle scuole texane, dove oltre la metà degli studenti è di origine ispanica o afroamericana. Molti docenti hanno espresso preoccupazione rispetto alla gestione di materiali religiosi e alla necessità di formazione specifica per distinguere l’insegnamento della storia delle religioni dalla trasmissione di una dottrina. Restano aperti i nodi applicativi su tempi, traduzioni prescritte e supporto professionale al personale scolastico.

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