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Italia verso l’attivazione dello stato di allarme? Il Governo smentisce l’indiscrezione

Con le forniture del gas in bilico, è trapelata un’indiscrezione sull’attivazione dello stato di allarme in Italia che è stata subito smentita dal Governo.

Il ministro Cingolani a Palazzo Chigi

Sul gas e sulla vigilanza energetica, nella giornata di venerdì 1° aprile, ha cominciato a circolare un’indiscrezione. È stato riferito, infatti, che il governo Draghi stesse valutando l’attivazione dello stato di allarme, con Palazzo Chigi pronto ad attuare opzioni operative per passare al “warning” dopo le dichiarazioni di Vladimir Putin sulle forniture agli “stati ostili”.

L’idea avrebbe dovuto essere dunque quella di andare in upgrade rispetto allo stato di preallarme che era già stato dichiarato lo scorso 26 febbraio. Si potrebbe passare allo stato di allerta 2 e, negli uffici del ministero dello Sviluppo Economico di quello della Transizione Ecologica, i tecnici pareva fossero già al lavoro.

L’indiscrezione, tuttavia, è stata prontamente smentita dal Governo.

Gas ed attivazione dello stato di allarme

Su cosa i tecnici del ministero dello Sviluppo Econimico e della Transizione ecologica avrebbero dovuto già essere al lavoro, secondo l’indiscrezione sullo stato di allarme circolata? Per verificare l’applicabilità e gli step temporali previsti dal “Piano di emergenza del sistema italiano del gas naturale”.

Si tratterebbe di passare dall’attuale preallarme, cioè early warning, ad allarme, vale a dire warning. Quest’ultimo è il livello che precede l’allarme di tipo 1, quello dell’emergenza. A giustificare la scelta del governo di considerare l’allerta 2 le decisioni repentine di Vladimir Putin in ordine al pagamento in rubli delle forniture e la possibilità che i governi europei decidano di fare fronte comune contro il “diktat energetico” di Mosca. Lo stato di allerta 3 non ha comportato effetti su cittadini ed imprese, mentre quello successivo riguarda gli operatori di sistema.

Cosa comporta lo stato di “allerta 2”

Loro avrebbero l’obbligo della “massima ottemperanza circa la correttezza delle previsioni di immissione e prelievo di gas da parte del mercato in modo da permettere la valutazione migliore sull’evoluzione dello stato di preallarme”. Ma quando scatta l’allerta 2, cioè lo stato di allarme? Quando gli approvvigionamenti di gas vengono interrotti o ridotti in maniera volumetricamente tale da incidere sulla condotta energetica del sistema-paese.

In quel caso il ministero dello Sviluppo Economico è autorizzato ex lege a chiedere a Snam di ridurre le forniture di gas destinate agli operatori di energia.

Italia verso l’attivazione dello stato di allarme? Il Governo smentisce l’indiscrezione

A poche ore dalla diffusione della presunta e imminente attivazione dello stato di allarme, però, il Governo italiano ha prontamente smentito l’indiscrezione.

Fonti di Governo, infatti, hanno spiegato che l’esecutivo non sta in alcun modo valutando l’adozione dello “stato di allarme” per quanto riguarda la crisi energetica. Inoltre, è stato precisato che ogni dettaglio riportato sulla questione dagli organi di informazione è “destituita di fondamento”. In Italia, dunque, persiste lo stato di preallerta che implica un accurato e constante monitoraggio della situazione in essere.

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