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Trovati 13 dispersi in una cava: salvi ma non ancora liberi

superstiti

Dopo nove giorni di ricerche, 13 giovani sono stati ritrovati dai soccorritori in Thailandia. Le operazioni per liberarli sono ancora in corso.

Dodici ragazzi, tutti membri di una squadra di calcio giovanile e di età compresa tra gli undici e i sedici anni, e il loro allenatore (venticinque anni) sono stati ritrovati dai soccorritori dopo essere stati imprigionati in una grotta per nove giorni.

E’ accaduto in Thailandia, dove una vasta mobilitazione delle forze di soccorso, anche con membri internazionali (inglesi e statunitensi soprattutto) ha permesso di raggiungere le persone all’interno della profonda cavità. I giovani non sono ancora stati portati all’esterno della grotta: le operazioni sono ancora in corso.

Trovati 13 ragazzi dopo 9 giorni

Sono stati trovati sani e salvi, anche se fisicamente provati, i dodici ragazzi e il giovane allenatore che dal 23 giugno erano intrappolati nella grotta Tham Luang, nel nord della Thailandia.

L’acqua, che ha invaso buona parte della profonda caverna, non ha permesso ai giovani di uscire all’esterno: sono rimasti intrappolati per nove giorni. Una storia che poteva finire in tragedia e che ha invece un lieto fine. I tredici superstiti non sono ancora stati liberati, come già precisato; la conferma arriva dalle autorità thailandesi. Narongsak Osottanakorn, governatore di Chang Rai, ha dichiarato: “Li abbiamo trovati sani e salvi, ma le operazioni sono ancora in corso.

Stiamo mandando del cibo e sul posto è presente anche un medico in grado di immergersi”.

Le ricerche e i soccorsi

I mezzi messi in campo per trovare i tredici dispersi sono stati poderosi. Il governo thailandese ha mobilitato diverse forze pur di riuscire a rintracciare la squadra di calcio giovanile, composta da adolescenti, insieme al 25enne che la allena. Il governatore Narongsak Osottanakorn ha specificato che le condizioni nelle quali hanno lavorato le squadre di soccorso- formate da membri provenienti da Paesi diversi- sono difficoltose, se non proibitive.

L’acqua spesso entra nella grotta in quantità tale che non è più possibile proseguire le ricerche, per ragioni di sicurezza. Inoltre il passaggio, che è stato creato per spingersi sempre più in profondità nella cava, non è lineare: oltre a essere molto stretto, in alcuni punti vira verso l’alto e viceversa. In tali circostanze, le operazioni tendono a rallentare. La situazione è stata particolarmente critica domenica, a causa dell’acqua alta, che ha spinto i soccorritori a portare con sé delle corde e bombole di ossigeno, in caso di incidente.

Il 1° luglio è stata annunciato l’avvio di una nuova fase decisiva delle ricerche, anche se non è stato fornito alla stampa un piano preciso delle operazioni che, visto il risultato raggiunto oggi, sono andate comunque a buon fine.

La mobilitazione

Dodici adolescenti e un giovane uomo sono stati trovati vivi dopo essere stati bloccati per nove giorni all’interno di una grotta: la notizia stupefacente è stata accolta con estrema gioia in Thailandia. La vicenda ha tenuto con il fiato sospeso il paese e le fasi di salvataggio sono state seguite in diretta televisiva. Poche ore fa gli alunni della scuola Mae Sai Prasitart, che si trova a pochi chilometri di distanza dalla grotta Tham Luang, hanno pregato per i loro coetanei. I genitori dei giovani dispersi hanno potuto parlare con i loro figli, anche se per pochi minuti, una volta che i soccorritori sono riusciti a trovarli. Le condizioni di salute dei ragazzini sembrano piuttosto buone. Secondo quanto riferisce il portale web Asia blog, i piccoli superstiti, appena hanno visto arrivare i soccorritori inglesi e statunitensi, hanno domandato: “Da dove vieni? Che giorno è?”