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Turisti romani intossicati a Trevi nel Lazio: ipotesi salmonella

C'è la possibilità ancora non dimostrata dalle autorità sanitarie ciociare che ci sia un batterio dietro i turisti romani intossicati a Trevi nel Lazio

I Carabinieri di Trevi nel Lazio indagano sul caso

Saranno le analisi condotte dalle autorità sanitarie della provincia di Frosinone a far luce sul caso delle decine di turisti romani intossicati a Trevi nel Lazio. L’ipotesi è quella di un contagio massivo da salmonella dopo che decine di di ospiti di un campeggio avevano accusato i sintomi a Ferragosto ed ora indagano anche i Carabinieri.

La grave forma di intossicazione alimentare non ha sortito conseguenze estreme tuttavia molti turisti sono stati ricoverati tra diversi ospedali della Ciociaria in osservazione e in alcuni di Roma.

Turisti romani intossicati a Trevi

Il Messaggero spiega che la pista è quella della salmonellosi ma non ci sono ancora conferme sanitarie che pare arriveranno nella serata di oggi, 17 agosto, a seguito di analisi specifiche. Nel campeggio c’erano molte centinaia di turisti radunate per Ferragosto e molti di loro si erano sentiti male e con sintomi eguali: malessere generale, nausea, crampi e vomito.

Era partita la segnalazione dell’accaduto ai responsabili del campeggio, che avevano allertato il 118

La dichiarazione del sindaco Grazioli 

Al momento non vi è alcuna certezza che l’intossicazione sia da attribuire all’acqua del campeggio o magari “ad alimenti scaduti o ad altre bevande portate da fuori”. I carabinieri della territoriale hanno preso l’indagine in carico e il sindaco della cittadina Silvio Grazioli ha dichiarato: “Nelle prossime ore faremo analizzare l’acqua del campeggio e controlleremo bene la situazione”.

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