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Ucraina, Cina a USA: “Serve rispetto reciproco”. Russia: “USA vogliono prolungare guerra”

Mentre la Cina chiede agli Stati Uniti rispetto reciproco, la Russia accusa questi ultimi di voler prolungare il conflitto in Ucraina.

Il leader cinese Xi Jinping

Kiev: “417 crimini contro il patrimonio culturale”

Dall’inizio del conflitto, la Russia ha commesso 417 crimini di guerra contro il patrimonio culturale dell’Ucraina. Lo sostiene il Ministero della Cultura e della Politica dell’Informazione dell’Ucraina, i cui tecnici sono impegnati nel raccogliere informazioni che poi vengono pubblicate sul sito web culturecrimes.mkip.gov.ua.

Cina a Usa: “Serve rispetto reciproco”

Il presidente Xi Jinping crede nella cooperazione e nel “rispetto reciproco” tra le due maggiori potenze economiche del mondo, Usa e Cina. Il ministro degli Esteri Wang Yi, in avvio del bilaterale di Bali con il suo omologo americano Antony Blinken, ha citato il suo presidente e affermato la necessità che la Cina e gli Stati Uniti mantengano normali scambi”. Allo stesso tempo, “dobbiamo lavorare insieme per garantire che questa relazione continui ad andare avanti sulla giusta strada“.

L’incontro tra i due, a margine della ministeriale degli Esteri del G20, è il primo da ottobre.

Ambasciata russa: “Usa vogliono prolungare il conflitto”

Le autorità statunitensi stanno inviando nuove armi in Ucraina, tra cui i lanciarazzi Himars, perché vogliono prolungare il conflitto con ogni mezzo. Dietro questa decisione c’è il desiderio sfrenato di Washington di trascinare ad ogni costo il conflitto, per compensare le crescenti perdite dei battaglioni nazionali e delle forze armate ucraine attraverso l’invio di armi“.

Lo ha dichiarato l’ambasciata russa negli Stati Uniti spiegando che “la tesi degli alti funzionari statunitensi secondo cui le armi fornite sono usate dagli ucraini per scopi difensivi è insostenibile. Le autorità di Kiev e le formazioni nazionaliste usano le armi provenienti dagli Stati Uniti per distruggere le città del Donbass: ogni giorno, in vari distretti della capitale della Dpr, dove non ci sono nemmeno militari russi vicini, i civili muoiono“.

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