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Vaiolo delle scimmie, i vaccinati contro il vaiolo umano sono protetti?

L'aumentare dei casi di Monkeypox, chiamato anche vaiolo delle scimmie, ha messo in allerta le autorità sanitarie di tutto il mondo

Vaiolo delle scimmie

Quanto è pericoloso il Monkeypox? Il vaiolo delle scimmie, di cui si sono registrati i primi casi ormai anche in Italia, non è una malattia nuova. Il primo caso è stato, infatti, registrato addirittura negli anni ’50, ma in questi giorni sembra avere una diffusione più ampia rispetto al normale.

Vaiolo delle scimmie, i veicoli e le cause

Per prima cosa è importante sottolineare che il vaiolo delle scimmie non ha nulla a che vedere con l’omosessualità. Queste voci, assolutamente non fondate, erano state fatte circolare nelle scorse ore, ma gli esperti hanno subito negato ogni evidenza scientifica. Nel nostro Paese ci sono per il momento solo tre casi, ma è probabile che in realtà siano di più. Gli eventuali casi che ci saranno, assicurano gli esperti, non saranno però gravi.

I vettori, spiegano ancora gli studiosi, più che le scimmie, possono essere i ratti e addirittura i cani, ma la trasmissione avviene per contatto prolungato, non occasionale.

Il vaccino anti-vaiolo e il Monkeypox

I bambini nati negli anni ’70 e ’80 lo sanno bene, e possono ricordarlo grazie al segno lasciato sul braccio. Il vaccino anti-vaiolo è stato fondamentale per debellare una malattia che, all’epoca, poteva essere davvero molto pericolosa.

Quella vaccinazione potrà tornare utile anche oggi. Al contrario di quanto abbiamo visto con il Coronavirus, infatti, ora i più anziani sono più al sicuro e protetti perché sono vaccinati.

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