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Variante Delta, a rischio nuove zone rosse in Italia: perché la situazione preoccupa

Con l'Italia completamente in zona bianca, ritorna a preoccupare il rischio di zona rossa dovuto alla diffusione della variante Delta.

Variante Delta zone rosse

Nonostante l’Italia sia stia avviando verso la zona bianca in tutta la penisola, potrebbe ancora volerci del tempo prima che si tiri un sospiro di sollievo. La variante Delta si sta infatti diffondendo sempre più, tanto da aver toccato ormai il 16,8% di incidenza.

Si tratta di dati che potrebbero arrivare ad un 20% di incidenza.

Alla luce di ciò gli esperti hanno raccomandato che venga completato quanto prima il ciclo vaccinale. I vaccini infatti sarebbero in grado di proteggere dalla variante Delta, a patto tuttavia che si completi la seconda dose. 

Variante Delta zone rosse, Battiston: “Abbiamo circa circa un mese prima che diventi prevalente”

Nel frattempo il fisico Roberto Battiston, interpellato da ANSA, ha fatto un bilancio di ciò che potrebbe accadere nei prossimi mesi e quale potrebbe essere il rischio: “Quale sarà l’effetto sul numero di infetti, e sul numero di casi gravi, dipenderà dalla frazione delle persone vaccinate, in particolare dalla frazione di persone che avranno completato il ciclo vaccinale”.

Ha quindi spiegato che qualora la vaccinazione dovesse procedere secondo gli attuali ritmi “la doppia vaccinazione dovrebbe avere raggiunto il 50% degli italiani per il primi giorni di agosto”.

Variante Delta zone rosse, Rezza: “I sintomi sembrano essere leggermente diversi”

A fornire un quadro completo dei sintomi che sembrano essere associati alla variante Delta il direttore generale della prevenzione del Ministero della Salute Gianni Rezza che ha messo in evidenza come i sintomi potrebbero essere “leggermente diversi, dai primi report.

Gli americani già cominciano a scriverlo. Sembra dare più sintomi a carico dell’apparato respiratorio: raffreddore, naso che cola, mal di gola, mal di testa sembra il sintomo più comune, la febbre è il quarto”. 

Ha in seguito spiegato che “Il rischio dei sintomi lievi rischiano di essere scambiati magari per un raffreddore soprattutto tra i più giovani che hanno meno probabilità di sviluppare una malattia grave”. 

Variante Delta zone rosse, Locatelli: “Dobbiamo lavorare sul tracciamento” 

Ad annunciare quali saranno i prossimi passi da seguire il presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli che davanti ai microfoni di Sky TG24 ha fatto sapere che qualora dovesse essere necessario, dovranno essere create delle zone rosse “per fermare i cluster, come ad esempio è successo in Umbria quando si è verificata la diffusione della variante brasiliana”.

Infine ha dichiarato: “Dobbiamo lavorare nella maniera più intensiva sul tracciamento e sul sequenziamento, perché solo in questo modo riusciamo ad intercettare segnali di diffusione della variante indiana”. 

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