In un momento cruciale per l’Alleanza atlantica, i leader dei cinque principali paesi europei si sono riuniti a Berlino per preparare il terreno al prossimo vertice Nato di Ankara, in programma per il 7 e 8 luglio. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha partecipato al vertice insieme ai colleghi di FranciaGermaniaRegno Unito e Polonia con il segretario generale della Nato Mark Rutte collegato in videoconferenza da Washington.
Il summit di Berlino è stato organizzato dal cancelliere tedesco Friedrich Merz e ha visto la partecipazione di Rutte, che ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump nella capitale americana. L’obiettivo principale è trovare una linea comune per affrontare le sfide della sicurezza europea, in particolare la questione della spesa per la difesa, nota come burden-sharing.
Il nodo della spesa per la difesa e il ruolo degli Stati Uniti
Uno dei temi più delicati all’ordine del giorno è la ripartizione delle spese militari tra i paesi membri della Nato. Trump ha più volte sollecitato gli alleati europei a aumentare i loro contributi, accusandoli di essere scrocconi e minacciando un ridimensionamento della presenza militare statunitense in Europa.
Il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth ha recentemente ribadito questa posizione, annunciando controlli più severi sui piani nazionali di investimento nella difesa.
L’Italia, rappresentata da Meloni, si presenterà ad Ankara con una spesa per la difesa pari al 2,8% del Pil per l’anno in corso, un aumento rispetto al 2% del 2026. Questo incremento è stato reso possibile grazie all’inclusione di spese per la cyber-security la protezione dei confini e le tecnologie a doppio uso. Tuttavia, l’Italia ha confermato il proprio no all’acquisto di armi per l’Ucraina dagli Stati Uniti, preferendo tutelare i conti pubblici e evitare di sottrarre risorse alle famiglie e alle imprese colpite dal caro energia.
Le tensioni tra Europa e Stati Uniti
Le relazioni tra Europa e Stati Uniti sono state messe a dura prova dalle recenti dichiarazioni di Trump e dalle sue critiche ai partner europei. In particolare, il presidente statunitense ha criticato l’Italia per il rifiuto di utilizzare le proprie basi aeree per attaccare l’Iran. Questa tensione è emersa chiaramente durante il recente vertice del G7, dove Trump ha espresso insoddisfazione per la mancanza di supporto europeo.
Nonostante queste tensioni, i leader europei stanno cercando di mantenere una posizione conciliatoria, consapevoli dell’importanza del sostegno logistico statunitense per l’Ucraina. Durante un vertice a Parigi lo scorso aprile, l’Italia si è impegnata con Francia, Germania e Regno Unito a contribuire alla sicurezza dello Stretto di Hormuz una volta raggiunto un cessate il fuoco definitivo tra le parti.
Le sfide future e il ruolo dell’Europa
Il vertice di Berlino è solo un passo verso il summit di Ankara, che si delinea come un banco di prova per l’Alleanza atlantica. I leader europei devono dimostrare di poter funzionare anche con una presenza degli Stati Uniti ridotta e condizionata. Inoltre, devono affrontare le sfide poste dalla guerra in Ucraina e dalle tensioni nel Medio Oriente.
In questo contesto, il gruppo E5, formato nel 2026, rappresenta un tentativo di migliorare il coordinamento europeo in materia di difesa e sicurezza. Tuttavia, le divisioni interne e le tensioni con gli Stati Uniti rendono il percorso pieno di ostacoli. La capacità dei leader europei di trovare una linea comune sarà cruciale per affrontare le sfide future e garantire la sicurezza del continente.
