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Il lato oscuro del virus, l'allarme di Matteo Bassetti: "Può causare danni anche dopo anni"

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Il lato oscuro del morbillo: la morte di un bimbo mostra quanto il virus possa essere pericoloso anche anni dopo l’infezione. L'allarme di Bassetti.

Il virus del morbillo ha causato la morte di un bimbo, ricordando a tutti quanto la malattia possa essere insidiosa anche anni dopo l’infezione iniziale. Secondo l’infettivologo Matteo Bassetti, “questo caso rappresenta un terribile avvertimento” sull’importanza della vaccinazione, l’unica difesa efficace per proteggere i bambini da complicanze gravi e potenzialmente letali.

La diffusione del morbillo e l’importanza della prevenzione

Il morbillo continua a rappresentare una minaccia significativa in Europa e nel mondo. Secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc), nel 2025 sono stati notificati 7.655 casi in 30 Paesi dell’UE/SEE, con otto decessi confermati, soprattutto tra bambini piccoli e neonati. L’Organizzazione mondiale della sanità segnala che diversi Paesi, tra cui Regno Unito, Austria e Spagna, hanno registrato il ritorno della trasmissione endemica del virus. Anche in Italia il virus circola maggiormente tra giovani adulti non vaccinati, con focolai concentrati in regioni come Lombardia, Toscana, Lazio, Campania, Puglia e Calabria.

La Pess rappresenta l’esempio più estremo dei rischi legati alla malattia, dimostrando che il morbillo non è mai una malattia banale. Come ricorda ancora Bassetti, “i rischi neurologici sono gravi: circa un bambino infetto su 1.000 sviluppa un’infiammazione cerebrale acuta e uno su 25.000 rischia la condanna a morte della Pess“.

“Il virus può restare in agguato per anni”. Bassetti interviene dopo la morte di un bimbo di 7 anni

Un drammatico caso clinico ha recentemente attirato l’attenzione degli esperti: un bambino di sette anni è morto dopo tre mesi di rapido declino cognitivo e convulsioni, a causa di una rara complicanza del morbillo nota come panencefalite subacuta sclerosante (Pess).

Come sottolinea l’infettivologo Matteo Bassetti: “L’articolo descrive la tragica morte di un bambino di sette anni a causa di Pess, una rara complicanza del morbillo universalmente fatale. Il paziente aveva contratto l’infezione a sette mesi: anni dopo, il virus, che era mutato ed era rimasto dormiente nel suo organismo, ha iniziato a distruggergli il cervello“. La Pess è insidiosa proprio perché può manifestarsi molti anni dopo la prima infezione, quando il paziente sembra completamente guarito, colpendo bambini che erano stati apparentemente protetti.

Bassetti evidenzia come questo episodio rappresenti «un terribile avvertimento» in un contesto di recrudescenza globale del morbillo. Negli Stati Uniti, nel 2025, sono stati registrati quasi 2.300 casi, il livello più alto dal 1991, mentre nel 2026 in Italia i contagi sono già raddoppiati rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La maggioranza dei casi riguarderebbe individui non vaccinati, molti dei quali bambini o giovani adulti, e più di un terzo sviluppa complicanze gravi come polmonite o epatite. “Con centinaia di ricoveri e numerosi decessi, dobbiamo ricordare che queste tragedie sono prevenibili. La vaccinazione resta l’unica difesa efficace contro un virus che può restare latente per anni“, conclude Bassetti.

 

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