Architetto ferito con acido, fermato sudamericano: mi costringeva a prostituirmi

Milano

Architetto ferito con acido, fermato sudamericano: mi costringeva a prostituirmi

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Inizialmente si pensava fosse un clochard, ma l'uomo aggredito ieri a Milano con l'acido è un architetto italiano di 43 anni

Inizialmente sembrava essere un clochard l’uomo aggredito con l’acido nel pomeriggio di ieri a Milano in zona Porta Venezia. Ma in una seconda ricostruzione gli investigatori hanno comunicato che in realtà si tratta di un architetto di 43 anni.

Aggredito un architetto a Milano con l’acido: il racconto dei fatti

Gli inquirenti in un primo momento avevano comunicato che l’uomo aggredito nel pomeriggio di ieri in via Città di Fiume, in zona Porta Venezia a Milano, era un clochard. Salvo poi annunciare successivamente che in realtà si trattava di un architetto di 43 anni.

L’errore degli investigatori è nato principalmente dal fatto che l’area in cui è avvenuta l’aggressione da anni è un punto di ritrovo per i senzatetto e per gli extracomunitari. Sono pochi gli italiani che vivono in quella zona, con i gardinetti che sono frequentati soprattutto da gambiani, senegalesi e sudamericani.

Dopo l’agguato, l’uomo è stato trasportato all’Ospedale Niguarda di Milano a causa di ustioni al collo e al volto.

Le sue condizioni sono ritenute gravi, ma non in pericolo di vita.

La ricostruzione dei fatti deve ancora essere effettuata dalla Squadra Mobile, ma quello che si è saputo è che l’aggressione è avvenuta nel pomeriggio di ieri intorno alle 15.30. Tra le altre certezze di quanto accaduto c’è anche la boccetta di acido che è stata ritrovata sul luogo. Il che fa pensare che non si tratti di qualcosa di casuale. In più, la scelta dell’arma fa capire che l’intenzione non era quella di uccidere, ma di ferire in modo irreparabile.

Inoltre, sembra che a scagliare l’acido addosso all’architetto siano state due persone di origini sudamericane. In particolare, gli inquirenti al momento stanno concentrando le loro indagini su un uomo brasiliano che vivrebbe in zona. Un aiuto potrebbe essere dato anche delle telecamere installate nella zona, che potrebbe anche aver registrato il momento della fuga successivo all’aggressione.

L’uomo aggredito è stato poi soccorso in seguito da un passante che gli ha versato dell’acqua sulle ferite, per poi essere trasferito, come detto in precedenza, all’Ospedale Niguarda di Milano.

I motivi dell’aggressione

Ancora da stabilire con certezza quelli che sono stati i motivi che hanno portato a questa aggressione.

Sembra però che l’uomo in passato abbia avuto dei problemi giudiziari e inoltre pare anche che l’architetto abbia fornito elementi utili agli inquirenti per capire le ragioni dell’agguato.

Si presuppone che alla base della vicenda ci siano questioni di debiti, tanto che non è da escludere l’ipotesi che l’uomo potesse conoscere i suoi aggressori. Comunque tutte le piste sono ancora aperte e la Squadra Mobile per il momento sta mantendo il più stretto riserbo.

Fermato un sudamericano

Un brasiliano è stato fermato con l’accusa di aver aggredito l’architetto 43enne, lanciandogli il liquido corrosivo addosso. La Polizia lo ha individuato durante la notte. Saranno eseguiti i relativi accertamenti per verificare il coinvolgimento del soggetto che per ora è in stato di fermo. Lo costringeva a prostituirsi per incassare soldi, con la minaccia di pubblicare foto compromettenti online. E’ la versione raccontata dal brasiliano fermato a Milano per aver aggredito con l’acido un architetto 43enne.

I due, secondo il sudamericano, avevano una relazione. Una versione, questa, che dovrà essere verificata dagli inquirenti. Intanto, la procura ha chiesto al gip la convalida del fermo e la misura cautelare in carcere.

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