Biancaneve Dinsey: 15 curiosità che non sapevi

Gossip e TV

Biancaneve Dinsey: 15 curiosità che non sapevi

Biancaneve Dinsey: 15 curiosità che non sapevi

Pochissimi mesi fa, ad aprile, la Disney ha annunciato un nuovo adattamento in live action della fiaba di Biancaneve.

Ma voi, sapete proprio tutto su questo classico della Disney?

Biancaneve e i sette nani, è uscito al cinema nel 1937, ed è il primo lungometraggio animato della storia, una vera e propria “pazzia” che ha dato vita non alla vastissima produzione Disney, e, soprattutto, ad una vera e propria forma d’arte del tutto nuova. Fu proprio Biancaneve che dalle sale cinematografiche ha dimostrato una volta per tutte al mondo del cinema e al grande pubblico che i “disegni animati” non dovevano necessariamente far ridere, ma che anzi, potevano essere in grado di raccontare anche delle storie di più ampio respiro, addirittura con scene drammatiche o spaventose.

E nonostante che oramai sia passato molto tempo, la prima principessina Disney con tutta la sua dolcezza e la sua ingenuità domina ancora le classifiche delle eroine più amate dalle bambine e dai bambini.

Un personaggio quindi senza tempo, senza età, destinato ad essere ricordato anche negli anni a venire.

Biancaneve e i sette nani non è stato solo il primo film realizzato nei Disney Studios, ma è anche il primo lungometraggio d’animazione della storia del cinema. Prima del 1937, anno di uscita di Biancaneve, erano stati infatti realizzati solo i cortometraggi. Biancaneve stesso nacque probabilmente come un corto, ma poi Walt Disney si rese conto che con quei pochi minuti non sarebbero riuscito a sviluppare in modo soddisfacente una storia così tanto complessa.

Proprio perché Biancaneve è stato il primo lungometraggio animato mai realizzato, venne definita la follia di Disney da quanti non credevano nel progetto e da quanti deridevano Walt e tutti i suoi sacrifici economici per realizzare il film di animazione.

Biancaneve è anche la prima figura umana realistica in movimento mai realizzata: immaginate la difficoltà degli animatori dei Disney Studios nel disegnarla, non avevano confronti né esempi! Tra i personaggi da cui hanno preso ispirazione regina fu la famosissima Betty Boop, che proprio in quegli anni era stata la protagonista di un cortometraggio in cui reinterpretava proprio la fiaba di Biancaneve.

I primi design, però, erano davvero troppo simili a Betty Boop e quindi vennero bloccati da Walt perché troppo cartoon. Biancaneve doveva essere una ragazza reale.

Per aiutare gli animatori in questo difficile compito allora fu chiamata Marjoire Belcher, o meglio nota come Marge Champion. L’attrice e ballerina infatti recitò dal vivo tutte le parti di Biancaneve davanti ai disegnatori dello studio, che utilizzarono i suoi movimenti come unico riferimento per realizzare i loro disegni. Questo processo fu utilizzato poi per molti altri film Disney fino agli anni ’60.

Sempre cercando di creare una figura umana realistica, gli animatori si esercitarono con altri cortometraggi prima di mettersi al lavoro su Biancaneve e i sette nani. La Dea della Primavera, prodotto nel ’34, fu infatti un vero e proprio test per Biancaneve. Oggi l’animazione della protagonista Persefone ci fa sorridere, ma considerate che all’epoca era una vera e propria conquista.

Biancaneve dovrebbe essere la principessa Disney più giovane ( circa 14 anni). In una delle versioni originali della fiaba però è ancora più piccola: una bimba di solo sette anni quando la matrigna la caccia dal castello e cresce come per magia anno dopo anno dopo essere caduta nel sonno eterno per colpa della mela avvelenata fino al risveglio per mano del principe.

Inizialmente il film Disney doveva contenere tutti e tre i tentativi della Regina Cattiva di uccidere la dolce Biancaneve, esattamente come racconta la fiaba.

I tentativi che sono: un pettine avvelenato, una cintura stretta intorno alla vita fino a farle perdere il respiro e infine la mela avvelenata. Gradualmente però vennero eliminati i primi due episodi e fu lasciato spazio solo a quello della mela avvelenata, probabilmente per rendere il film più lineare e per non appesantirlo.

Nella fiaba originale la Strega viene costretta a ballare fino alla morte con delle scarpe fatte di ferro incandescente, ma nel film Disney, invece, non vediamo nemmeno la sua morte, che è infatti solamente accennata

I nomi della Regina, del cacciatore e del Principe non vengono mai pronunciati nel film. Quelli che conosciamo, come Grimilde, provengono in realtà dai fumetti. Sempre nei fumetti, Biancaneve e il principe hanno anche un figlio, che si chiama Glauco.

Il Principe doveva avere una parte molto più consistente nel film, ma Walt fu costretto a tagliare le sue scene perché gli animatori trovavano tanta difficoltà nell’animarlo.

Sono stati ritrovati degli storyboard di un cortometraggio sequel del film intitolato Snow White Returns (Il Ritorno di Biancaneve), che doveva contenere anche alcune scene eliminate dal primo film.

Non è stato mai chiarito se fosse stato Walt Disney a commissionarlo o se fu solo una proposta da lui rifiutata. Quel che è certo è che, dopo il successo di Biancaneve e i sette nani, molti fan della Disney chiesero a gran voce un seguito, seguito che non è mai stato realizzato.

I nomi dei Sette Nani sono Dotto, Brontolo, Eolo, Pisolo, Gongolo, Mammolo e Cucciolo. Nella fiaba originale non sono mai specificati, anche perché i nani sono personaggi totalmente privi di spessore. Walt Disney, invece, vide in loro un’ottima occasione per creare degli indimenticabili personaggi comici che bilanciassero le scene più cupe del film. Per questo, ogni nanetto fu dotato di un nome e di una personalità tutta sua. Una scelta decisamente vincente, visto che il pubblico si innamorò perdutamente di loro!

Il film fu doppiato due volte in Italia: il doppiaggio originale è del 1938, mentre il secondo doppiaggio (quello che per noi è ufficiale) è del 1972.

Per volere di Walt Disney stesso, le versioni internazionali di Biancaneve e i sette nani dovevano essere adattate e tradotte in modo da non avere più alcun collegamento con l’originale, in modo da far credere che il film fosse stato girato direttamente nella lingua di arrivo e non in inglese. Questo comprende anche le scritte in inglese nel film, ad esempio i nomi dei nanetti scritti sulle testate dei loro letti, che vennero sostituite con il loro corrispondente italiano.

Walt Disney ricevette un Oscar speciale per Biancaneve, accompagnato da sette statuette più piccole. Gli fu consegnato dalla bambina riccia prodigio dell’epoca, da Shirley Temple.

Commenta per primo

Lascia un commento

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*


Leggi anche

Chiara Cichero 1240 Articoli
Mamma, laureata, scrittrice incallita, ambientalista da una vita, esperta in Pnl, in comunicazione di massa e nel benessere emotivo. Maremmana per amore di questa terra tanto rigogliosa, fiorentina di nascita e di formazione. Blogger e redattrice on line, attualmente studentessa in Seo Web Marketing Specialist.