Formula 1, nuove vetture iperveloci: i piloti potrebbero svenire alla guida COMMENTA  

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Formula 1, nuove vetture iperveloci: i piloti potrebbero svenire alla guida
Formula 1, nuove vetture iperveloci: i piloti potrebbero svenire alla guida

Le nuove monoposto di Formula 1 hanno accelerazioni simili a quelle di un jet. Paul Hembery lancia l’allarme: “Siamo davvero al limite dello svenimento”.


“I piloti potrebbero svenire durante le gare”. Un allarme che fa tremare i polsi. Di quelli che lasciano a bocca aperta e spaventano il Circus. Secondo Paul Hembery, direttore del Motorsport Pirelli, le nuove monoposto di Formula 1 sarebbero di gran lunga più veloci, rispetto al recente passato, e molto pericolose per l’incolumità degli stessi piloti. Su alcuni tracciati come Silverstone e Suzuka, ad esempio, i guidatori dovranno essere più che allenati, se non vorranno addirittura svenire durante la gara.


“Le modifiche al regolamento hanno di certo portato dei benefici in merito alla velocità di percorrenza e di punta – ha dichiarato Hambery nel corso di una conferenza stampa – Siamo solamente all’inizio ma i tempi registrati appaiono già migliori rispetto a quelli del 2016.

Con le nuove monoposto, però, la velocità in curva diventerà mostruosa e pericolosa per i piloti”. La spiegazione risiede nella fantomatica forza g. Un’automobile stradale ha una forza g di poco inferiore al valore 1.

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Le nuove vetture di Formula 1, invece, registrano un valore che si aggira attorno al 6. Più o meno simile a quello cui viene sottoposto un pilota di caccia nell’aeronautica. Numeri impressionati. Numeri che stanno facendo preoccupare tutti. Riccardo Ceccarelli compreso, medico del Circus: “Ci sono sicuramente dei rischi superiori, con queste nuove monoposto. I piloti saranno costretti a sottoporsi a degli allenamenti intensivi per non essere impreparati”.

C’è un altro fattore a essere determinante: il casco. In linea di massima, un casco pesa circa 7 chili e, in alcune curve, il peso può raggiungere anche i 34. Con la forza centrifuga generata, i piloti dovranno stare particolarmente attenti. “Il mio pensiero va anche ad alcuni tracciati, come Malesia e Singapore – conclude Ceccarelli – dove le temperature sono sempre torride. Con velocità come queste, il rischio per l’incolumità potrebbe essere ancora più alto”.

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