Indonesia e il villaggio vulcanico dei fantasmi COMMENTA  

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In Indonesia circa sei anni fa è accaduto qualcosa che per alcuni ha un ché di sovrannaturale.
Uno dopo l’altro i villaggi che si trovavano alle pendici del vulcano Sinabung sono stati quasi “ibernati”. Spieghiamoci. Come accade in tutti i fenomeni vulcanici – eruzioni, piogge di lapilli o nuvole di cenere – i paesi, le cose o le persone non vengono “distrutte” ma al contrario. Vengono messi in pausa. Diventano quasi dei monumenti alla memoria.

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Detto questo, torniamo in Indonesia. A rendere possibile qui questo strano evento, anzi questo susseguirsi di strani eventi, è stato appunto il vulcano Sinabung. Nei circa sette chilometri intorno al vulcano non è più possibile trovare un villaggio “vivente”. Il vulcano, dormiente per circa 400 anni, si è alla fine risvegliato nel 2010 e da allora non si è più riaddormentato, neanche per un pisolino. E’ alto circa 2500 metri e si trova lungo la cosiddetta Cintura di Fuoco del Pacifico. Forse era anche possibile prevedere il suo risveglio data la sua posizione così delicata.

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Il risveglio è stato accompagnato da un evacuazione di massa. I villaggi che circondavano il monte Sinabung sono stati infatti coperti ad uno ad uno da una fitta coltre di cenere che ha messo in pausa la vita. Gli abitanti di questi villaggi sono stati ovviamente costretti ad abbandonare tutto. Si tratta di grandi numeri. Circa trentamila persone hanno perso la loro casa e sono stati costretti a “traslocare” in rifugi di fortuna allestiti dal governo indonesiano.

Suka Meriah, uno dei villaggi, è invece stato completamente cancellato dall’eruzione del 2o14 nella quale sono morte circa 14 persone.
I villaggi ormai addormentati sono ovviamente completamente abbandonati. Tra le case e lungo le strade si respira un atmosfera quasi surreale. La cenere ha reso infatti l’intero panorama grigiastro e i venti sollevano costantemente una nebbia che ricorda paesaggi infernali.

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Ad oggi, Sinabung è ancora vigile e sveglio. Ogni tanto butta fuori colonne di fumo alte circa 2000 metri e getta nuovamente il terrore nel cuore degli abitanti dei villaggi che si trovano – purtroppo – troppo vicini.

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Laureata in Teoria della Comunicazione e Comunicazione Pubblica presso l'Università della Calabria. Amo la lettura ma mi appassiona anche il grande e il piccolo schermo.
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