L’assassino di Melissa Bassi copre un complice?

Bari

L’assassino di Melissa Bassi copre un complice?

Gli inquirenti non credono che Giovanni Vantaggiato, benzinaio sessantottenne di Copertino, possa aver agito da solo per portare a termine il suo folle piano criminale che ha causato la morte di Melissa Bassi. Durante l’interrogatorio quando, finalmente decide di parlare, di raccontare nei dettagli quanto avvenuto prima, durante e dopo l’attentato usa spesso il “Noi”. Questo porta gli inquirenti a chiedergli «Noi chi?». Vantaggiato esita, torna sui suoi passi e prova a giustificarsi dicendo che il “Noi” si usa dire dalle sue parti. Una scusa che non convince il procuratore Cataldo Motta. Vantaggiato però, ribadisce: «Ho fatto tutto da solo». Continua nel suo racconto il Killer: «Non volevo uccidere nessuno», dichiarazioni che sembrerebbero essere smentite dalle immagini video che lo riprendono mentre aziona il telecomando. Vantaggiato quando preme quel maledetto pulsante sta guardando in direzione dell’ordigno, vede le ragazze arrivare e solo in quel momento fa esplodere la bomba. Inoltre, se il Killer non avesse voluto uccidere nessuno, avrebbe potuto far esplodere la bomba di notte. No, in tutta questa storia l’unica cosa certa, oltre la morte di Melissa, è che Vantaggiato voleva uccidere e voleva che le vittime fossero molte di più. Sul movente è ancora mistero, Vantaggiato dice di avercela con il mondo, poi tira in ballo la crisi, poi, c’è l’ipotesi della vendetta contro il Tribunale. La situazione è ancora poco chiara. Non è da escludere che il killer si sentisse un perseguitato. Queste, però, sono solo sipposizioni. Intanto gli inquirenti cercheranno di approfondire la questione di quel “noi” pronunciato più volte da Vantaggiato durante l’interrogatorio perché l’idea di un complice, o di un mandante, è tutt’altro che remota.

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