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Le dolci Serre Salentine
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Le dolci Serre Salentine

Leggete il testo con calma, con le pause tra uno scritto e l’altro, mentre scorrono le immagini del video in basso….. BUONA VISIONE !!!

Una strada segnata dal tempo, mentre curiosa una lucertola sbircia,

Intanto sulla serra una masseria adorna di cose vecchie, arnesi ed accessori mostra il suo splendore……….

Nelle masserie fortificate si svolgeva la vita del massaro, della propria famiglia e molto spesso di una piccola comunità che condivideva le fatiche della coltivazione della terra o della pastorizia difendendo i propri beni dai pirati, dai turchi e dai saraceni. Nella masseria trovavano posto le neviere (una sorta di frigorifero naturale scavato nel banco di roccia sulle pareti della quale veniva immessa paglia per coibentare la neve che compattata si trasformava in ghiaccio, utile per raffreddare le bevande nelle lunghe ed assolate giornate estive), le torri colombaie (per l’allevamento dei colombi viaggiatori che portavano messaggi anche a distanze considerevoli e rappresentavano una fonte di carne buona ed appetitosa), gli apiari (per l’allevamento intensivo delle api).

A volte il Salento offre questi scorci di poesia e natura.

Il Salento, terra assolata dai bei colori pastello, il blu del mare, le serre selvagge battute dal vento, le masserie fortificate, i dolmen, i menhir, le specchie, il caldo abbraccio della pietra leccese scolpita nei tanti monumenti e chiese di stile barocco, le torri costiere, gli antri, le grotte che il carsismo ha scavato nelle viscere della terra, l’arte di cucire e ricamare che donne dal sorriso enigmatico tramandano sedute appena fuori di casa alla luce del sole o al tramonto davanti al camino acceso.

Questo e tant’altro è il Salento, imbevuto di miti, leggende e strani personaggi di un mondo fiabesco.

S. Maria della Croce la sua facciata che si staglia nel cielo e lo sguardo di S. Barbara che ti accoglie e ti segue nei tuoi movimenti. Il Cristo Pantocratore che benedice alla greca…. Papa Tomacelli, Bonifacio IX. Durante il suo pontificato vennero celebrati a Roma due giubilei. Il primo nel 1390, e il giubileo del 1400 che attirò a Roma grandi folle di pellegrini.

Sulla volta a botte vi sono i noti affreschi con le storie delle sante Caterina e Margherita, recentemente, attribuite non a maestranze di educazione francese del XIV secolo, bensì ad un pittore svevo meridionale attivo in zona fra il 1250 e 1260. L’ultima cena con il Cristo a capotavola ed il traditore Giuda annichilito dalla paura per il gesto che sta per compiere cioè vendere il figlio di Dio per soli Trenta Denari, la scena riprende un antico affresco della chiesa bizantina di S.

Pietro in Otranto.

Poi i meravigliosi mosaici….

I colori delle tessere musive sono rosso scuro, crema, bianco, celeste, verde, acqua marina, blu, viola, azzurro chiaro e rosa. Nella cupola a campana si osservano, dall’alto verso il basso, tre fasce cromatiche: la prima, di colore celeste, presenta al centro apicale una croce giallo oro; la seconda esibisce un azzurro cielo stellato; la terza, un festone circolare con i sette colori dell’iride. E’, questa, la struttura dell’Empireo (il paradiso) con i suoi nove cieli , quella che troveremo anche nella Commedia dantesca ? Ossia i cieli della Luna, di Mercurio, di Venere, del Sole, di Marte, di Giove, di Saturno, simbolizzati dal cerchio iridato, con al vertice la Croce, il cui colore (giallo) allegorizza lo splendore del Cristo, Luce del mondo.

Che dire poi dei racconti tramandati dagli avi salentini seduti intorno al fuoco del caminetto…

Andrebbero visti con gli occhi della credenza popolare e della magia.

Riti religiosi e culti pagani sono legati al fanatismo o alla pratiche magiche: tarantismo, streghe, maghi, fattucchiere .

L’elemento fondamentale che contraddistingue il Salento nasce da una religiosità popolare che si presenta come un intreccio di credo e magia, di cristiano e pagano, di arcaico e moderno. Questo elemento caratterizzante è l’uso della danza e della musica in funzione ora cerimoniale, ora terapeutica; un’arte che rimanda, con la propria ricca simbologia, a miti e archetipi lontani, comuni del resto ad altre civiltà mediterranee.

Immagini di un vecchio casale scomparso, la sua torre di vedetta, la vicina cripta…… Un sogno ad occhi aperti questo scorcio del Salento, una campagna rigogliosa e piena di segni da cogliere…. un invito a tutti voi a visitare il tacco d’Italia in tutte le stagioni dell’anno.

http://www.youtube.com/watch?v=Rwgk66BbZcE

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