Luis Seclen, un immigrato che si è ribellato a Esselunga

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Luis Seclen, un immigrato che si è ribellato a Esselunga

Milano – Quella che segue è la storia di Luis Seclen e dei suoi compagni di lotta e di lavoro. Tutti immigrati come Luis, ognuno proveniente da un paese diverso, ognuno con una storia differente alle spalle ma tutti uniti nella stessa lotta. Luis Seclen, peruviano, regolare nel nostro paese, perfettamente integrato, è probabilmente il primo immigrato in italia che ha avuto la forza e il coraggio di far valere i suoi diritti di lavoratore e di uomo denunciando un autentico gigante come l’Esselunga.

Luis fa parte di una delle cooperative che gestiscono in subappalto i magazzini Esselunga di Pioltello. Un giorno – come riporta “L’Inkiesta” – un compagno di Luis viene aggredito fisicamente e verbalmente, con toni razzisti, da un caporeparto.

Un atteggiamento impossibile da accettare. Luis denuncia l’accaduto. Come risposta l’azienda, di proprietà di Bernardo Caprotti, convoca Luis contestandogli una serie di ritardi e punendolo con una settimana di sospensione.

L’episodio spinge gli altri colleghi immigrati di Luis a riunirsi, inizialmente, la domenica. Si discute delle condizioni di lavoro, di diritti, «Spesso si lavora a chiamata, al limite del caporalato – racconta a L’Inkiesta – Carichiamo fino a 3mila chili al giorno quando la legge sanitaria ne prevede al massimo la metà. I capireparto ti controllano e ti sollecitano. E se non stai ai loro ritmi, il giorno dopo non ti chiamano». Nel frattempo piovono i richiami che precedono “strane” decurtazioni sulla busta paga.

La protesta si allarga e viene impedito ai camion di uscire dai cancelli per trasportare la merce. A causa delle proteste in 25 sono stati licenziati ma in due, almeno per adesso, hanno ottenuto dal tribunale il reintegro.

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