Open Jazz Festival: Ivrea si apre all’arte del jazz

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Open Jazz Festival: Ivrea si apre all’arte del jazz

Una volta a Ivrea era Eurojazz e ci pensava Sergio Ramella, nome storico per il jazz torinese, a controbilanciare la voglia di innovazione di un personaggio come Massimo Barbiero, musicista poliedrico e – per usare una parola molto attuale – votato al multitasking.

Ci sono volute più di trenta edizioni per rendere effettivi i cambiamenti e chiamare il nuovo festival ‘Open Jazz’. Con quell’idea di apertura e respiro nuovo già a partire dal nome.

La rassegna di quest’anno, organizzata dall’Ivrea Jazz Club insieme al Music Studio, si caratterizza per un programma assolutamente composito, che abbraccia tutti gli aspetti dell’arte riconducendoli – in una modalità mai forzata – alla musica jazz.

Ci sarà dunque l’immancabile approfondimento teorico unito però alla presentazione di un notevoli progetti musicali; non si tralascerà la performance di danza ma la si arricchirà di installazioni artistiche e persino il ‘jolly’ Enrico Rava (nella foto con chi scrive) garantirà al Teatro Giacosa , sabato 31 marzo alle 21:00, una performance brillante e sfaccettata grazie alla potenza evocativa del suo progetto ‘Enrico Rava Tribe’ con uno strepitoso Gianluca Petrella al trombone e naturalmente Giovanni Guidi al piano, Gabriele Evangelista al contrabbasso e l’ottimo Fabrizio Sferra alla batteria, ultimamente assai presente nelle formazioni del famoso trombettista.

Ma naturalmente questo è solo il compimento di un programma prismatico e interessantissimo che vi raccomandiamo di consultare sul sito del Music Studio http://www.music-studio.it/musicstudio/index.asp . Una sequela di proposte imperdibili, come quella di giovedì 29 marzo alla Sala Pinchia di Banchette d’Ivrea dove il quartetto Enten Eller presenterà una serata davvero unica anche per la gamma di emozioni che saprà suscitare insieme al trombone di Giancarlo Schiaffini, all’arpa di Marcella Carboni, alla voce di Laura Conti e ai fiati di un musicista splendidamente dissonante come Carlo Actis Dato: il progetto si intitola ‘Orkestra E(x)stinzione’ e insieme all’orchesta d’archi ‘B.Bruno’ di Cuneo, alle foto e proiezioni di Luca D’Agostino e ai testi di Franco Bergoglio si vuole documentare il decadimento di un tessuto industriale importante come quello eporediese.

Ma ci saranno anche degustazioni, calici di vino, reading e mostre che non danno quella sensazione di dejà vu tipica di certi raffazzonati palinsesti.

E concerti, naturalmente: tantissimi e di ottimo livello, in una città magnifica che non ha perduto mai il fascino del buon gusto e di una cultura che sia parte integrante della vita di ognuno di noi.

Lorenza Cattadori

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