Priti Patel si dimette: salta l'ennesimo ministro del governo di Theresa May
Priti Patel si dimette: salta l’ennesimo ministro del governo di Theresa May
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Priti Patel si dimette: salta l’ennesimo ministro del governo di Theresa May

priti pratel
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Il ministro inglese dello Sviluppo Internazionale, Priti Patel dichiare le sue dimissione dal governo dei tories guidato da Theresa May.

Salta un nuovo membro dell’esecutivo Tory guidato da Theresa May. Il ministro per lo Sviluppo Internazionale Priti Patel si dimette dalla sua carica. L’accusa per lei è di aver violato il protocollo diplomatico. Accusa che il ministro stesso ammette in una lettera di scuse indirizzata alla Premier nel quale fa ammenda per il proprio comportamento poco professionale e non consono alla sua carica di segretario di stato. Priti Patel avrebbe infatti avuto 12 faccia a faccia con membri politici importanti di Israele. Tra questi ci sarebbe stato anche un incontro di Benjamin Netanyahu, capo di stato. Su ciascuno degli incontri, il ministro inglese avrebbe mantenuto il massimo riserbo.

Priti Patel in Israele

Il riserbo mantenuto dalla politica inglese era tale che persino i suoi colleghi e collaboratori più stretti erano ignari degli incontri. La Patel avrebbe incontrato i membri della stato di Israele l’Agosto scorso, durante le sue vacanze estive. Vacanze passate sul litorale israeliano che l’hanno portata a stretto contatto con i membri del governo di Tel Aviv.

Pur avendo le doverose e pubbliche scuse ai colleghi e alla cittadinanza britannica, la Patel ha dovuto comunque abbandonare la propria poltrona. Pare siano emersi i dettagli di altre due riunione “segrete” che il ministro avrebbe avuto in Settembre con membri di Tel Aviv. Riunione rimaste riservate e non comunicate al governo May, come da protocollo.

Sportivamente la Patel si è messa da parte chiedendo ancora una volta scusa ai propri colleghi. Non sono bastate le spiegazioni fornite dal ministro sugli incontri segreti. Theresa May non ha potuto fare altro che accettare le dimissioni della sua segretaria di stato. La seconda testa importante del suo governo che salta. Un governo May che naviga sempre più in acque turbolente e difficili.

Ministeri vacanti

Non si ferma la tempesta che ha travolto il malfermo governo May. Tempesta che è ora peggiorata con le nuove notizie emerse dalla questione degli scandali sessuali. Poco meno di una settimana fa saltava per aria un altro nome importante dell’esecutivo conservatore: il ministro della difesa Micheal Fallon.

Il suo nome si trovava nelle liste dei politici con il vizietto delle mani lunghe. Quasi immediate le sue dimissioni per la vergogna di una simile accusa. Pur avendo respinto la maggior parte degli episodi riportati nel dossier parlamentare, ha ammesso di aver avuto in passato comportamenti poco consoni alla sua carica. Lo scandalo è esploso in tutta la sua violenza, portando alle indagini su una quarantina di deputati inglesi, per la maggior parte conservatori. A compilare il dossier, gli assistenti di ambo i sessi dei politici in questione, stanchi degli abusi e dell’indifferente silenzio generale.

Questa seconda dimissione assesta un secondo tragico colpo al governo May, già da tempo in difficoltà. Ciò a causa delle scelte politiche miopi e di poco polso che investono le trattative tra UE e Regno Unito. Scontro che non accenna diminuire di asprezza tra le parti. Attualmente il processo per la Brexit è ancora in corso.

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