Simbologia celtica nelle fedi

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Simbologia celtica nelle fedi

Fedi nuziali
Fedi nuziali

Un sunto storico di uno dei popoli più antichi e affascinanti d'europa, con un approfondimento della simbologia di eredità celtica nelle fedi nuziali.

I celti furono una popolazione che all’inizio del secondo millennio avanti Cristo migrarono dall’Asia per stanziarsi nelle regioni del Danubio e del Reno.

I celti

Linguisticamente questi popoli appartenevano al medesimo ceppo di origine indoeuropea. Tra l’ottavo e il sesto secolo i C. si dispersero in varie zone dell’europa. Da tale diaspora vennero formandosi varie tribù: i Galli nella Francia e in alcune aree dell’Italia settentrionale; Britanni, Cimri e Gaeli in Gran Bretagna; i Belgi; i Celtiberi nella penisola iberica e i Galati lungo le regioni balcaniche.

Declino

Con l’espansione dell’Impero Romano e le invasioni dei popoli germanici, dal secondo secolo avanti Cristo i C. cominciarono ad arretrare in quasi tutti i loro territori. Infatti, pur trattandosi di una popolazione dalla spiccata indole bellicosa, era altrettanto disorganizzata dal punto di vista militare e vi era un alto grado di conflittualità tra le varie tribù. Anche la loro lingua si estinse, cedendo totalmente il posto al latino, fatta eccezione per le Isole britanniche.

Di fatti, in Gran Bretagna, dal quarto secolo si assistette ad un processo di “re-celtizzazione” ad opera di alcune tribù provenienti dall’Irlanda che non avevano subito l’invasione romana.

Società

Le tribù celtiche erano a loro volta suddivise in clan familiari. Al vertice della scala sociale c’era l’aristocrazia, di cui facevano parte i guerrieri e i druidi (sacerdoti). Al gradino inferiore vi erano i cosiddetti “liberi non armati“, mentre l’ultimo posto era occupato dagli schiavi. Da sottolineare come la donna all’interno della società celtica godesse degli stessi diritti dell’uomo. Poteva ricevere un’eredità e farsi eleggere a qualsiasi carica “politica”, come quella di druido o comandante dell’esercito.

Religione

La fonte principale alla quale attingono gli storici, per quanto riguarda la religione celtica, è il “De bello Gallico” di Giulio Cesare. Questo documento ci da conto di una situazione tutto sommato omogenea, vale a dire la presenza delle stesse divinità all’interno delle diverse tribù celtiche.

I vari gruppi celtici avevano tutti una fede politeista. Le divinità principali erano legate alla natura, come per esempio quella incarnata dall’albero della Quercia. Era nota anche la credenza nella trasmigrazione delle anime, efficace antidoto per esorcizzare il tema della morte e dare lustro al valore militare.

La pratica del sacrificio

Ma, era diffusa anche la pratica del sacrificio umano. Le vittime sacrificali venivano spesso scelte tra i criminali, ma non mancava chi si offrisse volontariamente e capitava anche che venissero designate persone innocenti. Nel pantheon gallico, veniva particolarmente venerata una divinità che Cesare definiva come l’omologa del dio romano Mercurio, chiamata Lúg. Era il dio dell’arte, guida dei viaggiatori e divinità dei commerci. Altri dei celti erano Belanu, dio guaritore; Toutanis, dio della guerra; Taranis, dio del tuono e Belisama, dea iniziatrice delle arti.

Oreficeria

Le testimonianze artistiche celtiche più numerose pervenuteci appartengono alla pratica dell’oreficeria.

I C. realizzavano numerosissime collane e bracciali propiziatori in bronzo, argento e oro. Questi gioielli venivano chiamati “torque”. A partire dal quarto secolo avanti Cristo, inoltre, queste popolazioni cominciarono ad abbellire i loro manufatti metallici applicandovi del materiale colorato. Sono stati ritrovati, infatti, molte testimonianze di fusione di smalti ottenuta con una particolare pasta di vetro. Lo smalto, prevalentemente di colore rosso, veniva fissato direttamente sui monili con una reticella di ferro, e veniva unito al corallo mediterraneo. Si formava così una simbologia molto particolare. Dal terzo secolo avanti Cristo, vennero creati nuovi tipi di oggetti grazie all’evoluzione delle tecniche di fusione. Per quanto riguarda i colori, nonostante una netta predominanza del rosso, furono introdotti, dal secondo secolo in poi, anche il giallo e il blu.

Simbologia celtica nelle fedi

Durante il IV secolo D.C. la spiritualità dei Celti venne influenzata dalla religione cristiana in quanto la cristianità era la fede principale nelle isole britanniche.

La mescolanza delle influenze celtiche e cristiane si ritrovano nei disegni delle fedi celtiche che riflettono elementi delle due religioni.

Significato

Il disegno delle fedi celtiche è scelto da molte coppie in quanto contiene uno dei simboli più forti del matrimonio conosciuto come il “nodo celtico”. La caratteristica principale delle fedi celtiche è il nodo celtico cioè una serie di incroci senza inizio e senza fine su tutto l’anello.

Teorie/Speculazioni

Gli studiosi hanno a lungo dibattuto sul significato del nodo celtico. Alcuni suggeriscono che i noti intrecciati simboleggino il credo celtico che la vita fosse interconnessa. Il nodo nella fede celtica è simbolo di eternità; come il matrimonio dovrebbe durare in eterno i fili del nodo si intrecciano all’infinito.

Trinità

Il nodo nelle fedi celtiche è chiamato anche “nodo della trinità” perché ci sono tre fili intrecciati che rappresentano la trinità del Padre, Figlio e Spirito Santo della religione cristiana.

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