Terrorismo a Venezia: ecco le intercettazioni che hanno inchiodato la cellula jihadista COMMENTA  

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Terrorismo a Venezia: ecco le intercettazioni che hanno inchiodato la cellula jihadista
Terrorismo a Venezia: ecco le intercettazioni che hanno inchiodato la cellula jihadista

Sgominato un gruppo di terroristi originari del Kosovo. Rese note le intercettazioni: stavano organizzando un attentato jihadista a Venezia

Nella notte tra il 29 e il 30 marzo gli agenti delle forze speciali hanno fermato quattro uomini a Venezia. Si tratta di Fisnik Bekaj, Dale Haziraj, Arjan Babaj e di un minorenne, quattro individui originari del Kosovo ma residenti in Italia regolarmente. Il blitz è scattato in seguito alle indagini effettuate dalla Digos di Venezia e dai carabinieri. A coordinare le operazioni, la Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo.

Dei quattro indagati, in tre sono stati arrestati, mentre il minorenne è stato fermato. L’accusa è quella di fare parte di una cellula jihadista che militava nel territorio del capoluogo veneto. Secondo gli inquirenti, il gruppo era impegnato in attività di reclutamento e di autoaddestramento. Quest’ultimo si svolgeva attraverso la visione di filmati e video con protagonisti dei fondamentalisti dell’Isis. In alcuni di questi viene spiegato come fabbricare degli esplosivi artigianali.

La cellula, così come risulta dalle intercettazioni, stava progettando un attentato a Venezia. Dalle parole degli arrestati, l’obbiettivo doveva essere il ponte di Rialto. Oggi, il procuratore reggente di Venezia, Adelchi D’Ippolito, ha  deciso di rendere note le intercettazioni. Da una di queste, emerge chiaramente quale fosse il piano degli attentatori: “a Venezia guadagni subito il paradiso per quanti miscredenti ci sono qua. Metti una bomba a Rialto”.

Nel corso delle indagini sono state effettuate anche 12 perquisizioni a Venezia, a Treviso e a Mestre. Sono così emersi i percorsi che hanno condotto questi individui alla radicalizzazione, i luoghi da loro frequentati e le relazioni interpersonali interne ed esterne al gruppo.

Gli eventi si inscrivono in un panorama teso relativamente alla sicurezza nazionale nei confronti del pericolo del terrorismo. Meno di dieci giorni fa, l’attentato al parlamento londinese. L’allerta, anche nel nostro paese, rimane elevata.

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