I 15 anni dell’Euro: i prezzi sono davvero raddoppiati?
I 15 anni dell’Euro: i prezzi sono davvero raddoppiati?
Economia

I 15 anni dell’Euro: i prezzi sono davvero raddoppiati?

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Era il gennaio del 2002 quando l’Euro entrò in circolazione: da allora i prezzi sono davvero raddoppiati? Ecco qual è la situazione.

E’ una delle critiche più diffuse e velenose all’euro. Dal gennaio del 2002, ovvero dall’introduzione della moneta unica, i prezzi sono più che raddoppiati, con conseguente – notevolissima – perdita di potere d’acquisto da parte dei consumatori italiani. Quindi? Quindi, come prima cosa, occorre uscire dall’Eurozona e ritornare alla vecchia lira.

Questo, in sintesi, il pensiero di molti oppositori dell’Euro, che fanno notare come i prezzi siano raddoppiati dall’introduzione della moneta unica. E’ il caso dei quotidiani, passati da 1500 lire a 1,5 euro (inserto escluso), oppure di uno dei piatti più tradizionali del nostro Paese, la pizza Margherita, passata da cinque o sei mila lire all’attuale prezzo medio di 6 o 7 euro.

Altro caso spesso citato è quello dei ristoranti, dove il menu ha subito in effetti consistenti variazioni proprio a partire dal gennaio del 2002.

Inflazione costante, secondo i dati ISTAT

Secondi i dati storici dell’ISTAT, però, l’inflazione è rimasta quasi costante negli ultimi venti anni.

In particolare, dal 1995 ad oggi l’inflazione è risultata pari al 2% per anno e, in corrispondenza dell’introduzione dell’euro, non sono stati registrati “scossoni”. La stessa inflazione, poi, è stata per un decennio circa attorno al 5% annuo, cioè più che doppia, prima della moneta unica.

Quali prezzi sono raddoppiati?

La questione è relativa al fatto che non tutti i prezzi sono raddoppiati come quello dei quotidiani. I beni che hanno anzi subito i maggiori incrementi non risultano quasi mai nel gruppo di quelli essenziali, perciò influenzano le statistiche solo in modo marginale.

I costi energetici, ad esempio, l’abbigliamento e le cure mediche hanno subito aumenti del tutto in linea con l’inflazione storica, dimostrandosi di fatto indifferenti all’avvento dell’Euro. Altri beni – spesso si cita, in questo caso, quelli relativi al mondo dell’elettronica – hanno al contrario subito una più che considerevole riduzione di prezzo.

La crisi e l’Euro

Ben più incidente è stato l’effetto della crisi, che ha abbassato del 7% circa il potere d’acquisto dei consumatori.

Prima dell’attuale situazione e dopo l’Euro, infatti, lo stesso il potere d’acquisto era salito di circa il 3-4%. Alcuni economisti, però, intravedono nella moneta unica e nel suo complesso sistema di gestione un fattore che sta ostacolando la ripresa economica, togliendo agli Stati l’autorità monetaria della vecchia tipologia. E’ un fatto che l’economia, italiana e non solo, sia in crisi e che, quando li dimostra, ha segnali di ripresa davvero timidi. Che questo sia da ascrivere in toto o in parte all’esistenza dell’Euro è, secondo molti commentatori, una questione non solo di dati statistici.

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