Un pomeriggio di tragedie nei fiumi lombardi. Due giovani vite spezzate in incidenti separati ma ugualmente drammatici. Il primo episodio si è verificato nel fiume Ticino, nel territorio di Cuggiono, nel Milanese. Un ragazzo di 18 anni, di origine egiziana e residente a Ossona, ha perso la vita dopo essersi tuffato nelle acque del fiume insieme ad alcuni amici.
Il dramma sul fiume Ticino
Il giovane, dopo essersi immerso per fare un bagno, non è più riemerso. Gli amici, accortisi della situazione, hanno immediatamente dato l’allarme, attivando l’intervento dei Vigili del Fuoco. I soccorritori sono riusciti a recuperare il ragazzo dalle acque, ma le sue condizioni erano già disperate. Trasportato d’urgenza all’ospedale di Legnano purtroppo non c’è stato nulla da fare.
Il tratto del fiume in cui si è verificato l’incidente è noto per la presenza di sponde di ghiaia e zone pericolose, dove si creano facilmente mulinelli d’acqua difficili da evitare. Questo tipo di fenomeno rende il fiume particolarmente insidioso, anche per chi è esperto di nuoto.
Un’altra tragedia sul lago di Como
Nelle stesse ore, un’altra tragedia si è consumata sul lago di Como davanti a Malgrate, in provincia di Lecco. Un ventenne ha perso la vita annegando mentre stava facendo il bagno. L’allarme è scattato quando un uomo che si trovava nelle vicinanze ha notato che il giovane non riemergeva più dalle acque.
Sul posto sono intervenuti i soccorritori acquatici del Comando dei Vigili del Fuoco di Lecco. A supporto delle operazioni è stato attivato l’Elinucleo VVF di Malpensa (MXP) con assetto SMZT – Sommozzatori, con ulteriore personale sommozzatore proveniente dal Piemonte. Durante le ricerche, il corpo del giovane è stato individuato e successivamente recuperato dai sommozzatori.
Questi tragici eventi sottolineano ancora una volta i pericoli legati ai bagni in acque non controllate. Le autorità invitano alla massima prudenza e al rispetto delle normative di sicurezza, soprattutto in zone conosciute per le correnti pericolose e i mulinelli.
