Il confronto tra Atalanta e Genoa si è chiuso sullo 0-0 alla New Balance Arena nella 35ª giornata di Serie A, una partita che ha messo in mostra equilibrio tattico, opportunità mancate e una prestazione di rilievo dell’estremo difensore genoano. Il 2 maggio 2026 è rimasto nelle cronache per la traversa colpita da Giacomo Raspadori al 79′ e per le parate che hanno impedito alla squadra di casa di trovare il gol decisivo.
Per l’Atalanta il punto non basta a scacciare il senso di rimpianto, mentre per il Genoa il pareggio avvicina l’obiettivo di salvezza con maggiore concretezza.
Primo tempo: equilibrio e poche emozioni
La fase iniziale ha visto il Genoa leggermente più propositivo, con alcune sortite offensive che però non hanno avuto esito.
Il primo tempo è stato caratterizzato da azioni spezzettate e da tiri isolati: tra i più vivaci Vitinha ed Ekhator per i liguri, De Ketelaere e Krstović per la Dea. In più occasioni il portiere rossoblù Bijlow è stato chiamato in causa, contenendo i tentativi avversari. Prima del fischio d’inizio la tribuna ha osservato un minuto di silenzio in memoria di Alex Zanardi, un momento che ha dato un tono sobrio all’avvio del match; dal punto di vista tattico, entrambe le squadre hanno preferito non esporsi troppo, lavorando sulla solidità difensiva piuttosto che sul rischio offensivo.
Ripresa e i momenti chiave
Nella ripresa l’Atalanta ha aumentato la pressione con cambi mirati e una spinta maggiore sugli esterni; l’ingresso di Raspadori e di altri cambi ha modificato l’inerzia della partita. Al 62′ un tiro di Éderson ha creato scompiglio in area, sulla respinta si è avventato Raspadori ma il tentativo ravvicinato è stato neutralizzato da Bijlow: un’occasione che avrebbe potuto cambiare gli equilibri. Il momento più nitido per i padroni di casa è arrivato però al 79′, quando il destro a giro di Raspadori si è spento sulla traversa, ristabilendo il pareggio e lasciando spazio ai rimpianti per la squadra di Palladino.
Parata su parata: il salto di qualità di Bijlow
Le parate dell’estremo difensore olandese sono state determinanti per mantenere lo 0-0: oltre alla respinta sul tap-in di Raspadori, Bijlow ha gestito con sicurezza altri interventi nel corso della partita, dimostrando reattività e buona lettura delle traiettorie. La prestazione del portiere si è inserita in un contesto difensivo del Genoa particolarmente compatto, con chiusure puntuali di Ostigård, Vasquez e Marcandalli che hanno vanificato molte iniziative atalantine. Da questo punto di vista, la gara è stata una lezione di gestione del rischio e di sincronizzazione tra reparto arretrato e portiere.
Schieramenti, cambi e provvedimenti arbitrali
Raffaele Palladino ha proposto un modulo riconoscibile con Carnesecchi in porta e una linea a tre difensiva composta da Scalvini, Djimsiti e Ahanor, a cui si sono aggiunti Zappacosta, de Roon, Éderson e Zalewski a centrocampo, De Ketelaere alle spalle della coppia d’attacco Scamacca-Krstović. Daniele De Rossi ha risposto con Bijlow, Marcandalli, Ostigard e Vasquez nella retroguardia, Sabelli, Amorim, Frendrup ed Ellertsson in mediana e il tridente Vitinha-Ekhator-Colombo a supporto della punta. Tra i cambi più significativi: Raspadori e Hien per Scamacca, Ekuban per Colombo, e l’ingresso di Malinovskyi e Messias per aumentare qualità e tenuta. L’arbitro Ivano Pezzuto ha ammonito Éderson, Krstović e Amorim.
Conseguenze in classifica e scenario finale
Il pareggio mantiene l’Atalanta al settimo posto con 55 punti, posizione che lascia la squadra in una situazione di attesa in vista della conclusione del campionato; il Genoa invece consolida il quattordicesimo posto con 40 punti e si avvicina all’obiettivo di permanenza in massima serie. Sul piano emotivo resta il rammarico per la Dea, che ha prodotto le occasioni più nitide senza però finalizzare; per il Grifone, invece, è il premio di una strategia difensiva efficace e della prestazione solida del portiere, elementi che possono rivelarsi decisivi nelle ultime giornate.