Un bambino di 7 anni è stato trovato morto in un armadio. La madre accusa il compagno di abusi, sostenendo che volesse ucciderla e che sia stato lui a portare via il piccolo.
Bambino morto in un armadio: la telefonata al 911 e la scoperta
Una telefonata al 911, resa recentemente disponibile, ha permesso di ricostruire cosa abbia portato la polizia a intervenire in un appartamento di Oakley, dove è stato trovato senza vita un bambino di 7 anni.
La chiamata è partita dal pronto soccorso del Mercy Health Rookwood, dove una donna, presentatasi come la madre del piccolo, si sarebbe recata a piedi nudi prima di crollare a terra.
Secondo quanto riferito al dispatcher da un supervisore dell’ospedale, la donna continuava a sostenere che il proprio compagno volesse ucciderla e avesse portato via suo figlio.
Il nome indicato era quello di Kirby Rankin, una delle tre persone accusate per la morte del bambino.
Gli agenti, intervenuti nell’appartamento di Madison Road, hanno trovato William Evans privo di vita, legato con del nastro adesivo all’interno di un armadio.
Le accuse e le precedenti violenze
Secondo gli inquirenti, Kaitlin Evans, Kirby Rankin e Nessa Keaney vivevano insieme e si occupavano del bambino come co-genitori.
Sul corpo di William sarebbero state riscontrate numerose lesioni, comprese ustioni e segni compatibili con percosse. Gli investigatori hanno inoltre riferito di elementi che farebbero pensare a episodi di violenza particolarmente gravi.
Rankin aveva già avuto problemi con la giustizia: a gennaio sarebbe stato coinvolto in una violenta aggressione nel parcheggio di un supermercato. In quell’occasione avrebbe minacciato una donna e puntato contro un’altra persona un’arma da fuoco. I tre sospettati sono attualmente detenuti presso l’Hamilton County Justice Center con una cauzione fissata a 1,1 milioni di dollari ciascuno.
