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Bimbo di tre anni uccide il fratellino di otto mesi con la pistola trovata in casa

Bimbo uccide il fratellino con la pistola trovata in casa e l'ennesima tragedia ripropone il mai risolto dibattito sulle Armi negli Usa

La tragedia si è consumata a Houston, in Texas

Un bimbo uccide il fratellino con la pistola trovata in casa, è accaduto a Houston, in Texas, per il piccolo di 8 mesi non c’è stato nulla da fare. Tutto in pochi secondi, secondo una ricostruzione della polizia locale. Pare che il bambino, di soli tre anni, ad un certo punto abbia rinvenuto ed impugnato una pistola carica che si trovava incustodita all’interno dell’appartamento in cui si trovava.

Probabilmente nel classico, e letale, gesto di mimare il gesto di far fuoco ha inquadrato nella tacca di mira dell’arma il suo fratellino di soli otto mesi, ed è partito un colpo. Solo pochi mesi fa, sempre in Texas era andata in scena una tragedia del tutto uguale.

Bimbo uccide il fratellino con la pistola: colpo all’addome

Il neonato è stato centrato in pieno, all’addome, da distanza ravvicinata e da un calibro consistente.

Per lui non c’è stato nulla da fare. Le persone presenti in quel momento nell’appartamento lo hanno portato di corsa all’ospedale più vicino ma invano: il piccolo sarebbe spirato poco dopo l’avvio del tragitto. Si tratta dell’ennesimo episodio che ripropone il mai risolto dibattito sulle armi negli Stati Uniti, con un emendamento costituzionale ed una potentissima lobby da un lato e con una vera strage annuale dall’altro, specie di minori. 

Il dibattito sulle armi negli Usa

Durante il primo lockdown poi, a causa dello smart working di molti addetti alla vendita di armi e di un codicillo legale, erano stati oltre 250mila gli americani che erano entrati in possesso di un’arma da fuoco senza nemmeno dover dichiarare l’assenza di carichi pendenti. La questione è aperta soprattutto negli Usa, ma purtroppo episodi simili non hanno risparmiato neanche l’Italia.

L’appello della polizia: “Armi custodite”

E sull’episodio di Houston l’assistente capo della polizia Wendy Baimbridge ha lanciato l’appello: “Voglio cogliere questo momento per supplicare genitori e tutori di non permettere a nessuno di accedere alle proprie armi da fuoco in casa. Tenetele sotto chiave. Ci sono anche altri modi per rendere sicura un’arma. Per favore, pregate per questa famiglia. Questo è un tragico evento”. L’arma che ha ucciso il neonato non era in casa quando sono arrivati i poliziotti, ma gli inquirenti l’hanno rinvenuta in un secondo momento: era nascosta nell’auto usata per trasportare il piccolo, purtroppo invano, in ospedale.

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.


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Giampiero Casoni

Giampiero Casoni è nato a San Vittore del Lazio nel 1968. Dopo gli studi classici, ha intrapreso la carriera giornalistica con le alterne vicende tipiche della stampa locale e di un carattere che lui stesso definisce "refrattario alla lima". Responsabile della cronaca giudiziaria di quotidiani come Ciociaria Oggi e La Provincia e dei primi free press del territorio per oltre 15 anni, appassionato di storia e dei fenomeni malavitosi. Nei primi anni del nuovo millennio ha esordito anche come scrittore e ha iniziato a collaborare con agenzie di stampa e testate online a carattere nazionale, sempre come corrispondente di cronaca nera e giudiziaria.

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