L’Italia è alle prese con un’ondata di calore protratta che mantiene molte aree del Paese in stato di allerta. Al centro dello scenario ci sono 26 città classificate con il massimo livello di rischio termico, una situazione che influenza servizi pubblici, ospedali, forniture idriche e attività agricole.
Oltre ai livelli di allerta atmosferica, l’evento mostra impatti concreti su infrastrutture e ambiente: interruzioni di fornitura idrica su isole, livelli dei corsi d’acqua in calo e record di temperatura in alcune località.
Le istituzioni locali hanno già attivato misure di assistenza per le categorie più fragili.
Città in bollino rosso, arancione e giallo e previsioni a breve termine
La lista delle 26 città messe in bollino rosso comprende Bologna, Campobasso, Civitavecchia, Firenze, Frosinone, Latina, Napoli, Perugia, Pescara, Rieti, Roma, Viterbo, Catania, Genova, Palermo, Ancona, Bari, Messina e Reggio Calabria.
Per alcune località è stata segnalata una criticità che richiede attenzione continua alla popolazione. Bolzano figura con bollino arancione mentre Brescia, Cagliari, Milano, Torino, Trieste, Venezia e Verona sono in bollino giallo.
L’Aeronautica militare indica per martedì 4 e mercoledì 5 agosto massime intorno ai 37 °C a Roma, con un possibile aumento a 38 °C il giovedì 6 agosto.
Le ore notturne resteranno calde, con minime tra 22 e 24 °C; nelle zone interne del Lazio si prevedono picchi di 37-38 °C nel Frusinate, nel Viterbese, nel Reatino e nell’Agro pontino.
Impatto su acqua, ospedali e isole: blackout e autonomie critiche
Nel Golfo di Napoli un blackout ha bloccato la centrale di sollevamento idrico di Mugnano di Napoli causando interruzioni nella fornitura d’acqua a Ischia e Procida. Dopo l’intervento dei tecnici alcune aree restano senza acqua o con erogazione ridotta; è stata comunque predisposta una power station come fonte alternativa di energia per garantire continuità ai presidi sanitari. L’attenzione è massima sulla autonomia degli ospedali delle due isole, dove la disponibilità idrica e l’energia sono elementi critici per il funzionamento dei servizi.
La questione idrica riguarda anche la Capitale: il fiume Tevere ha fatto registrare livelli idrometrici in discesa, con un valore che risulta circa 15 centimetri inferiore alla media mensile di agosto calcolata sul periodo 2011-2026, secondo i dati forniti dall’Associazione nazionale dei consorzi per la gestione delle acque. All’idrometro di Ripetta il livello si è avvicinato ai minimi osservati quindici anni fa: il confronto cita un valore minimo di 4,85 metri nell’agosto 2011 e una rilevazione recente pari a 4,88 metri. Anche i laghi dei Castelli Romani mostrano diminuzioni: sia il lago di Albano sia quello di Nemi sono calati di circa 5 centimetri in una settimana.
Record termici, impatti urbani e misure locali
Temperature estreme sono state segnalate in diverse aree. Nel Napoletano e al mercato ortofrutticolo di Afragola si sono rilevati picchi di 48 °C misure attribuite a monitoraggi ambientali locali. In Friuli Venezia Giulia Gorizia ha toccato i 40 °C valore più alto mai registrato per la regione in questo quadro estivo. A Roma le notti con minime superiori a 25 °C, definite super tropicali sono state finora 18, con una serie di sette notti consecutive in una sola settimana; le giornate con massime oltre 35 °C hanno quasi raggiunto il totale dell’intero 2026.
Per rispondere alle emergenze, alcune amministrazioni hanno adottato provvedimenti specifici: a Reggio Calabria è stato attivato un piano straordinario di assistenza per anziani e persone fragili; a Firenze si è registrato il superamento dei 40 °C e si prevede una lunga fase con codice rosso fino a dieci giorni consecutivi; a Quartu Sant’Elena (Cagliari) è stata emanata una ordinanza che vieta di lasciare cani e gatti in balconi o cortili non riparati.
Per informazioni e consigli il Ministero della Salute mantiene attivo il numero di pubblica utilità 1500 dal 22 giugno sono stati registrati circa 4mila contatti con oltre 1.700 chiamate gestite dagli operatori per assistenza e indicazioni sui comportamenti da seguire durante le ondate.
Effetti sulle campagne e osservazioni scientifiche
La stagione estiva ha aggravato la situazione nelle campagne pugliesi: Coldiretti Puglia segnala che la combinazione di caldo estremo e siccità mette a rischio le produzioni agricole, aggravata dall’aumento dei costi per l’irrigazione. In particolare, viene evidenziato un rincaro del gasolio agricolo pari al 50,6%, che pesa sui bilanci delle imprese e sulla capacità di garantire l’irrigazione delle colture.
Dal punto di vista climatico, il fisico dell’atmosfera Lorenzo Giovannini dell’Università di Trento osserva che l’estate 2026 si sta avviando a essere una delle più calde di sempre con la possibilità di mettere in discussione il primato storico registrato nel 2003.
