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Colpo durissimo al clan Brancaccio di Palermo: 31 arresti

Le indagini erano partire nel 2019 subito prima dell'arrivo della pandemia ed ora è arrivato il colpo durissimo della Dda al clan Brancaccio di Palermo

Polizia e Carabinieri decapitano un clan mafioso

Colpo durissimo dell’antimafia al clan Brancaccio di Palermo: 31 arresti, di cui 29 in carcere e due ai domiciliari, nell’ambito di un blitz con cui polizia e Carabinieri hanno decapitato un sodalizio che neanche il covid aveva fermato nei suoi affari illeciti e che in piena pandemia operava con scorte di mascherine Ffp3.

Per fare cosa? Trafficare in droga, armi, acqua e gioco. A vario titolo gli indagati sono a registro per associazione di tipo mafioso, detenzione e produzione di stupefacenti, detenzione di armi, favoreggiamento personale ed estorsione con l’aggravante del metodo mafioso. 

Colpo durissimo al clan Brancaccio 

Lo spiega bene una nota degli inquirenti: “L’ordinanza segna l’epilogo di una fase operativa già avviata lo scorso 20 luglio – spiegano gli investigatori -, attraverso l’esecuzione del decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dalla Dda di Palermo a carico di numerosi indagati per associazione per delinquere di stampo mafioso ed estorsione aggravata“.

Squadra mobile di Palermo e  Servizio centrale operativo indagavano dal 2019 sul mandamento di Brancaccio e delle famiglie di Corso dei Mille e Roccella

Ricostruiti quadri e movimenti

Al termine ogni quadro era definito: 26 tra vertici, gregari e soldati. Gli arresti sono stati eseguiti anche a Reggio Calabria, Alessandria e Genova. Dal canto loro i carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo non sono stati da meno: a loro è toccata la famiglia di Ciaculli con cinque ordinanze.

Il blitz ha anche previsto il sequestro per intestazione fittizia di imprese ed esercizi commerciali, tra i quali una rivendita di prodotti ittici, due di caffè e tre agenzie di scommesse. E non è finita: 16 arresti in flagranza “per detenzione di sostanza stupefacente e sequestrati circa 80 chili di droga tra cocaina, purissima ancora da tagliare, hashish e marijuana per un valore sul mercato di oltre 8 milioni di euro.

A garantire il rifornimento di parte della droga erano due calabresi, tra i destinatari delle misure cautelari eseguite oggi”. 

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