Le esportazioni di mango dall’India verso il Giappone hanno subito un brusco arresto a, causando gravi ripercussioni per gli agricoltori locali. Questo evento ha messo in luce le sfide che il settore agricolo indiano deve affrontare per soddisfare gli standard internazionali.
Il mercato giapponese, noto per i suoi rigorosi controlli di qualità ha sempre rappresentato una sfida ma anche un’opportunità per gli esportatori indiani.
Tuttavia, le recenti interruzioni hanno evidenziato la fragilità delle relazioni commerciali e la necessità di miglioramenti strutturali.
Le interruzioni nel commercio di mango
Il trattamento termico a vapore (VHT) nel villaggio di Rehmanpur, vicino a Lucknow, era pronto per la stagione delle esportazioni quando gli ispettori giapponesi hanno sollevato preoccupazioni riguardo ai processi di sterilizzazione.
Questo ha portato alla sospensione delle importazioni di mango indiani in Giappone.
Le sei varietà approvate di mango—Alphonso, Kesar, Langra, Banganapalli, Chausa e Mallika—hanno subito un duro colpo, con conseguenze significative per gli agricoltori delle regioni di Maharashtra e Gujarat. Le esportazioni verso il Giappone, che nel 2026-2026 hanno raggiunto un valore di circa $1.54 milioni rappresentano una parte cruciale del mercato globale.
Le testimonianze degli esportatori
Vikram Shah, un esportatore di Mumbai, ha sottolineato l’importanza del mercato giapponese per la credibilità del settore. “Abbiamo impiegato sei anni per costruire fiducia con i compratori giapponesi”, ha dichiarato Shah. “Ho viaggiato a Osaka due volte, ho visitato i loro magazzini di stoccaggio e ho imparato esattamente cosa si aspettavano da noi. Relazioni come queste richiedono anni per essere costruite e possono svanire in una sola stagione.”
Rajesh Patil, un coltivatore di Alphonso a Ratnagiri, ha investito pesantemente per soddisfare gli standard giapponesi. “Abbiamo aggiornato l’orto perché il Giappone premia la qualità”, ha affermato Patil. “Ho speso quasi ₹80,000 per attrezzature di selezione e manipolazione, ho partecipato a sessioni di formazione sulla gestione dei parassiti e ho cambiato il modo in cui raccogliamo e imballiamo la frutta.”
Le sfide del mercato globale
Le interruzioni nel commercio di mango non sono l’unico problema che gli esportatori indiani devono affrontare. Anche il settore del riso ha subito un duro colpo quando la Cina ha revocato le licenze di importazione di tre esportatori indiani a causa di presunte tracce di organismi geneticamente modificati (OGM).
Il riso rappresenta più del 20% delle esportazioni agricole indiane, con un valore record di $12.5 miliardi nell’anno finanziario 2026-26. La revoca delle licenze ha creato incertezza tra gli esportatori e ha evidenziato le debolezze del sistema di test indiano.
Le criticità del sistema di test
SK Singh, un agronomo di New Delhi, ha sottolineato che i laboratori indiani hanno sviluppato competenze nella verifica delle residue di pesticidi e delle aflatossine ma la richiesta di verifica degli OGM richiede una capacità diversa. “I nostri laboratori sono concentrati su pesticidi e aflatossine perché sono quelle le esigenze principali dei mercati”, ha spiegato Singh.
Le certificazioni degli esportatori provenivano da laboratori accreditati, ma la rete di certificazione rimane disomogenea. Solo pochi laboratori, concentrati a New Delhi e Hyderabad, eseguono le analisi proteiche richieste, costringendo gli esportatori del nord a spedire i campioni a centinaia di chilometri di distanza.
Le prospettive future
Le recenti interruzioni hanno evidenziato la necessità di miglioramenti strutturali nel settore agricolo indiano. Gli esportatori devono affrontare sfide significative per soddisfare gli standard internazionali, che includono tracciabilitàsicurezza alimentare e certificazione.
Anil Gupta, un economista agricolo, ha sottolineato che l’India ha fatto progressi significativi, ma c’è ancora molto da fare. “Abbiamo aumentato il numero di laboratori accreditati e di certificati di esportazione, ma la sfida è ancora grande”, ha affermato Gupta.
Ujjwal Kumar Ghosh, un alto funzionario del Ministero del Commercio, ha annunciato che saranno stanziati fondi per migliorare i laboratori e rafforzare i controlli. “Stiamo introducendo ispezioni basate sul rischio e sistemi digitali per identificare i problemi più rapidamente”, ha dichiarato Ghosh.
Nonostante queste iniziative, gli agricoltori indiani continuano a affrontare sfide significative. La capacità di soddisfare gli standard internazionali sarà cruciale per il futuro del settore agricolo indiano.
