Consultazioni, m5s: mai a un accordo con Berlusconi
Consultazioni, m5s: mai a un accordo con Berlusconi
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Consultazioni, m5s: mai a un accordo con Berlusconi

di maio berlusconi
di maio berlusconi

Nella mattinata si è svolta il secondo turno di consultazioni. Forza Italia e M5S si sono scontrati sul tema di Berlusconi.

Il primo giorno di consultazioni si è aperto con l’ennesimo scontro tra Forza Italia e Movimento Cinque Stelle. A Palazzo Grazioli si è svolta la riunione dei vertici di Forza Italia e la capogruppo della camera Maria Stella Gelmini ha affermato che Berlusconi non avrà veti mentre il Movimento Cinque Stelle mantiene la linea dura affermando che non lo vuole in campo.

Consultazioni: scontro su Berlusconi

Il Movimento Cinque Stelle e Forza Italia si sono scontrati per l’ennesima volta sul ruolo di Berlusconi. Da una parte il partito del Cavaliere mantiene la linea dichiarando che parteciperanno al governo solo se tutti, compreso Berlusconi, avranno pari dignità. Dall’altro lato il Movimento Cinque Stelle, nella figura di Luigi di Maio, continua ad affermare che Forza Italia deve mettersi da parte per lasciare la formazione di un governo M5S-Lega.

Prime dichiarazioni

Il primo a presentarsi al capo dello Stato nella mattinata del secondo turno di consultazioni è stato il Gruppo per le autonomie e dopo il Gruppo Misto.

Entrambi i gruppi hanno affermato che sono disponibili a collaborare con tutte le forze politiche per costruire un governo, inoltre Emma Bonino, ha dichiarato che i partiti più votati hanno la responsabilità sociale di formare un governo. Da queste opinioni si discosta Beatrice Lorenzin, di Civica Popolare, che non appoggerebbe un governo di centrodestra in quanto loro rappresentano l’opposizione e sono intenzionati a seguire questa linea guida. Maurizio Lupi, di Nuovo Centro Destra, ha affermato che si prenderanno le loro responsabilità per la formazione del governo in quanto eletti nel centrodestra. Pietro Grasso, di Liberi e Uguali, inoltre ha dichiarato che ci sono dei temi più importanti e urgenti nel Paese, come il problema della povertà e la tutela del lavoro e dei lavoratori ed è per questo che bisogna smettere di pensare ai personalismi.

Alla fine del secondo turno di consultazioni il Presidente della Repubblica dovrà fare un discorso pubblico in cui presenta tutta la situazione e successivamente avrà una fase di riflessione.

Mattarella infine dovrà decidere in base alle informazioni che gli sono giunte dai vari partiti. Due rimangono le questioni importanti: una possibile alleanza Lega-M5S e l’incognita Berlusconi.

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