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Covid, Locatelli: “Il Covid non è ancora finito, non molliamo”

Franco Locatelli ha invitato a continuare a non allentare troppo velocemente le misure anti Covid "proprio ora che siamo all'ultimo miglio".

Covid Locatelli

Il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità Franco Locatelli ha manifestato la necessità di non abbandonare progressività e gradualità nelle riaperture e nella ripresa delle attività economiche, sociali e ricreative: la stella polare da avere come punto di riferimento, ha spiegato, deve sempre essere l‘evoluzione dei numeri della curva epidemiologica.

Queste le sue parole: “Sarebbe un errore imperdonabile perderci proprio in quello che potremmo definire l’ultimo miglio“.

Covid, Locatelli sul pass vaccinale

Intervistato dal Corriere della Sera, l’esperto si è espresso sul pass vaccinale che dal 15 maggio permetterà ai guariti, ai vaccinati e a chi dimostrerà di essere negativo al Covid di muoversi liberamente tra regioni anche di colore differente. A chi gli ha chiesto se non si usa un controsenso mettere sullo stesso piano il tampone e le vaccinazioni, ha affermato che “non lo è affatto perché in questo momento non tutti quelli che vogliono o avrebbero voluto vaccinarsi hanno avuto la possibilità di farlo“.

In questo modo si garantisce dunque che tutti i cittadini possano avere equo accesso a determinati eventi o spettacoli così come essere facilitati negli spostamenti.

Covid, Locatelli sui vaccini

Per quanto riguarda la campagna vaccinale, Locatelli ha affermato che sta procedendo a ritmi sostenuti. Le fasce di popolazione più a rischio sono in via di progressiva messa in sicurezza tanto che quasi il 90% delle persone oltre gli 80 anni d’età ha ricevuto almeno una dose, il 71% entrambe le dosi e, nella fascia d’età tra i 70 e i 79 anni, 2/3 delle persone hanno effettuato la prima dose.

Covid, Locatelli sulla situazione epidemiologica

Quanto all’andamento dell’epidemia in Italia, il Presidente del CSS ha evidenziato come i numeri delle ultime settimane indichino chiaramente una riduzione della circolazione virale così come dell’impatto sui servizi sanitari territoriali. Se infatti poche settimane prima le terapie intensive occupate superavano le 3.700 unità, ora siamo sotto la soglia dei 2.500 posti. “Anche il rapporto fra tamponi positivi e quelli effettuati mostra una tendenza chiara alla riduzione: basti pensare che martedì 4 maggio il valore era pari al 2.9%“, ha sottolineato.

Si tratta di risultati ottenuti sia grazie ai sacrifici fatti dai cittadini rispettando le indicazioni previste per le diverse fasce di rischio che hanno connotato le differenti aree territoriali del Paese sia in ragione del numero sempre più elevato di soggetti immunizzati.

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