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Covid, Medici senza Carriere: “Se si abusa del Servizio Pubblico smette di funzionare bene”

Cosa succede se si abusa troppo del servizio pubblico ospedaliero? A fare un amaro bilancio è Salvatore Caiazza di Medici senza Carriere.

covid medici senza carriere

Mai come durante questo periodo di pandemia, il nostro servizio pubblico sanitario è stato messo a dura prova. Non solo turni impossibili, ma anche personale assente, posti in terapia intensiva costantantemente monitorati e paghe corrisposte al personale impiegato nella medicina generale che risulta non essere congruo alla mansione svolta.

La denuncia arriva da Salvatore Caiazza, presidente di Medici senza Frontiere che, in una lunga riflessione pubblicata su Facebook e riportata da “Cronache della Campania”, ha fatto un bilancio delle principali criticità che non riguardano solo i pazienti, ma anche e soprattutto il personale medico che, per la mole di incarichi che vengono effettuati ogni giorno non viene pagato abbastanza.

Covid medici senza carriere, “Quando si abusa di un servizio pubblico, quel servizio smette di funzionare bene”

Ed è proprio l’incipit di questa lunga riflessione a portare dentro il cuore del problema. Caiazza ha infatti fatto leva su cosa può succedere se di un determinato servizio messo a disposizione della comunità si abusa: “Quel servizio smette di funzionare bene e può diventare deficitario”. Ha quindi motivato: “Quel servizio pubblico è sostenuto dal lavoro di donne e uomini, che non sono delle macchine che possono lavorare ininterrottamente per 17-18 ore al giorno.

Quelle donne e quegli uomini si stancano, diventano poco lucidi e non riescono più ad essere performanti”.

Covid medici senza carriere, “Se quel servizio pubblico è la Medicina Generale, sarà di pessima qualità”

Caiazza ha poi spiegato quali sono le incombenze delle quali un medico di base deve farsi carico:

“Perché se oggi ho risposto a circa 100 telefonate, fino a non riuscire più ad elaborare il più elementare ragionamento diagnostico per dare una terapia e ho risposto a circa 80 whatsapp e inserito in una piattaforma regionale circa 20 nominativi, in quanto l’ossessione di certe persone è fare un tampone molecolare gratis, e poi ho risposto ad una quarantina di mail e prescritto un centinaio di ricette in remoto e ho visitato almeno 15 persone allo studio, al quale studio sono venuti ancora 50 persone per le prescrizioni, che, preparate dalla collaboratrice, ho dovuto controllare e firmare, chiedo scusa a coloro i quali si sono lamentati che non hanno avuto pronta risposta”.

Covid medici senza carriere, “Per ogni paziente un medico di famiglia prende meno di 3 euro al mese”

Nell’ultima parte del post ha quindi quantificato in che cosa si traduce tutto il tempo e il lavoro al quale un medico di famiglia dedica ogni giorno: per ogni paziente – sottolinea – sono poco meno di tre euro al mese:

“E, scusandomi ancora, mi sia indicato quale delle più umili mansioni è remunerata a 3 euro mensile. Che dire! Si continui ad abusare, così il servizio si estinguerà. E, se qualcuno pensa che noi medici perdiamo il lavoro e lo stipendio, basta fare due conti: se oggi avessi lavorato in libera professione privata, con una tariffa minima di 15 euro ad accesso, e 10 euro per consulenza telefonica, messaggistica e per ogni prescrizione dal vivo e via mail, avrei guadagnato circa 2725 €, che a settimana sarebbero 19.075 €, che al mese farebbero circa 76.300 €. Cari Cittadini e cari Assistiti, continuate pure, che chi ci perderà sarete solo ed esclusivamente voi”.

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