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Covid, Pfizer e BioNTech: “Vaccino aggiornato contro la variante Delta, ipotesi terza dose”

Pfizer e BioNTech hanno annunciato di aver sintetizzato un nuovo vaccino anti-Covid capace di contrastare la diffusione della variante Delta del virus.

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Pfizer e BioNTech hanno recentemente annunciato di aver sintetizzato un nuovo vaccino anti-Covid efficace contro la variante Delta: le società stanno per avviare le necessarie sperimentazioni del siero.

Covid, Pfizer e BioNTech: “Vaccino aggiornato contro la variante Delta”

L’azienda farmaceutica Pfizer e l’azienda tedesca di biotecnologia e biofarmaceutica BioNTech hanno rivelato di aver sviluppato un vaccino contro il coronavirus capace di contrastare la variante Delta. Le società, inoltre, hanno manifestato la volontà di procedere quanto prima all’avvio delle sperimentazioni relative al nuovo farmaco.

Intanto, un prototipo del medicinale è stato già sintetizzato presso gli stabilimenti di Magonza mentre le prime sperimentazioni del vaccino inizieranno presumibilmente nel mese di agosto.

Al pari del tradizionale vaccino già distribuito da Pfizer/BioNTech, anche il nuovo siero fa ricorso alla tecnologia a Rna messaggero o mRna e sfrutterà la proteina Spike per agire contro la variante Delta.

Covid, vaccino Pfizer e BioNTech: ipotesi terza dose

A proposito del nuovo vaccino e delle relative sperimentazioni, Pfizer e BioNTech hanno rilasciato online un comunicato ufficiale nel quale si legge quanto segue: “Nell’ambito dei continui sforzi di Pfizer e BioNTech per stare al passo con il virus che causa il Covid-19 e le mutazioni circolanti, le aziende stanno fornendo un aggiornamento sulla loro strategia di potenziamento completa.

Pfizer e BioNTech hanno raccolto dati incoraggianti sul richiamo di una terza dose dell’attuale vaccino BNT162b2 dimostrano che una dose di richiamo somministrata 6 mesi dopo la seconda dose manifesta un profilo di tollerabilità coerente”.

Nello scenario prospettato nel comunicato ufficiale, quindi, una terza dose somministrata a distanza di 6 mesi dalla seconda, porterebbe l’organismo umano ad aumentare il livello degli anticorpi di circa 5 o 10 volte rispetto alle prime due inoculazioni, offrendo una maggiore protezione contro il ceppo originario del SARS-CoV-2 e contro la variante Beta.

Nel comunicato, poi, viene espressa la volontà delle aziende di diffondere presto dati definitivi circa il nuovo vaccino in modo tale da poter inviare la documentazione necessaria all’EMA, all’FDA e ad altre autorità di regolamentazione.

Le due società, infatti, “prevedono che una terza dose aumenterà ancora di più la potenzialità anticorpale”. Tale ipotesi verrà verificata con futuri studi e test preclinici e clinici.

Covid, vaccino Pfizer e BioNTech: il caso di Israele

In conclusione, Pfizer e BioNTech “credono che una terza dose di BNT162b2 abbia il potenziale per preservare il più alto livello di efficacia protettiva contro tutte le varianti attualmente note, compresa la Delta”.

La decisione di modificare e rafforzare il vaccino è scaturita in seguito all’osservazione del caso di Israele, la cui popolazione è stata vaccinata esclusivamente con il vaccino prodotto da Pfizer/BioNTech, che ha dimostrato come il siero attualmente somministrato si sia rivelato “in maniera significativa” meno efficace nel contrastare la trasmissione della variante Delta.

Una simile circostanza è stata evidenziata dal Ministero della Salute israeliano ed è stata elaborata attraverso uno studio, analizzato dalle due società.

A questo proposito, dunque, il comunicato diffuso online ha spiegato: “Come si riscontra nei dati rilasciati dal Ministero della Salute israeliano, l’efficacia del vaccino nella prevenzione dell’infezione e della malattia sintomatica è diminuita sei mesi dopo la vaccinazione, sebbene l’efficacia contro forme gravi rimanga elevata. La variante Delta sta diventando la variante dominante in Israele e in molti altri Paesi”.

Pertanto, si sta valutando la tesi che “una terza dose possa essere necessaria entro 6-12 mesi dopo la vaccinazione completa”.

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