Verona, risponde all'annuncio per baby sitter: violentata
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Verona, risponde all’annuncio per baby sitter: violentata
Cronaca

Verona, risponde all’annuncio per baby sitter: violentata

studentessa violentata

A Verona una studentessa universitaria risponde ad annuncio di lavoro. Si ritrova di fronte una coppia di coniugi, trentenni e violentatori.

Risponde ad una annuncio di lavoro postato sui social e si ritrova in un incubo. E’ quanto accaduto ad una studentessa universitaria italiana che pensava di aver trovato un posto come baby sitter ed invece si è trovata di fronte una coppia di violentatori. Dopo una breve ma accurata indagine gli agenti della Squadra Mobile di Verona hanno arrestato un’uomo di 31 anni e una donna 28enne.

La trappola dietro l’annuncio

Nel primo pomeriggio di giovedì 10 gennaio 2019 una ragazza si è messa in contatto con gli autori di un’offerta di lavoro pubblicata sui social. Nel post si richiedeva qualcuno per un posto da baby sitter per accudire un bambino in orario notturno. La giovane risponde dando la propria disponibilità e fornendo il suo numero di telefono.

La studentessa viene quindi ricontattata da una coppia di trentenni e dopo un breve colloquio conferma di essere disponibile ad iniziare quella sera stessa, come riporta Il Messaggero. L’appuntamento è alle ore 23 in via Porta Vescovo a Verona, dove la ragazza trova ad aspettarla Giulia, 28 anni.

La giovane sale in auto con lei ma invece che dirigersi verso una casa si ritrova in un campo nelle zone di Poiano.

Giulia a quel punto si allontana mentre la studentessa viene raggiunta dal compagno che, sotto la minaccia di un taglierino, la stupra. Mirko, 31 anni, le scatta anche alcune foto con l’intento di ricattarla per evitare che la ragazza vada a denunciare l’accaduto.

Modus operandi già usato?

La vittima però non si fa intimidire. Quando finalmente lontana dai suoi aguzzini, che probabilmente sono certi di farla franca, la giovane telefona la polizia. La chiamata arriva alla Centrale Operativa della Questura di Verona venerdì 11 gennaio 2019, intorno alle 2.30 del mattino. La coppia viene quindi in breve tempo rintracciata.

L’Autorità Giudiziaria emette quindi nei confronti dei due una custodia cautelare in carcere, in base all’accusa dei reati di violenza sessuale aggravata dall’uso del taglierino e sequestro di persona.

Le forze d’ordine stanno ora cercando di capire se in passato altre persone sono state vittime dei due trentenni.

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