Torino, bimba costretta ad assistere ai rapporti sessuali della madre
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Torino, bimba costretta ad assistere ai rapporti sessuali della madre
Cronaca

Torino, bimba costretta ad assistere ai rapporti sessuali della madre

Obbligavano la figlia di lei, appena 12enne, ad assistere durante i loro rapporti sessuali. A processo un italiano 57enne e una brasiliana 35enne

Obbligava la figlia della sua amante, una ragazzina adolescente di appena 12 anni, ad assistere ai rapporti sessuali che aveva con la madre. Questa l’accusa mossa ad un italiano di 57 anni residente a Chiavasso, comune situato nella provincia di Torino, ora rinviato a giudizio assieme alla madre della ragazza, una prostituta trentacinquenne di origini brasiliane.

L’accusa di violenza sessuale su minore

I due amanti devono ora affrontare la pesante accusa di violenza sessuale su minore. Il 57enne dovrà anche difendersi dall’accusa di molestie. L’uomo viene infatti anche accusato di aver palpeggiato la ragazzina in più occasioni. Gli abusi secondo l’accusa si sarebbero verificati tra la fine del 2017 e l’inizio del 2018 tra i comuni di Chivasso, San Mauro Torinese e Volpiano.

La difesa degli imputati

Il 57enne e la 35enne, difesi dagli avvocati pio Coda e Stefano Bonaudo, sono comparsi lunedì 21 gennaio 2019 davanti al Giudice Per l’Udienza Preliminare Stefania Cugge.

Il Giudice ha quindi ordinato una perizia sull’attendibilità della ragazzina come testimone. Una decisione dovuta alla linea difensiva adottata dagli imputati, che contestano l’intera ricostruzione della vicenda. Secondo quanto da loro sostenuto, infatti, la ragazzina starebbe inventando l’intera storia, per motivi che restano da chiarire. Imputati che quindi negano con forza di aver mai inflitto maltrattamenti o abusi di alcun tipo verso la giovane ragazzina.

Il precedente

Sempre a Torino, nel 2017, era giunto al termine il processo alla madre di una ragazzina appena tredicenne, giudicata colpevole di aver costretto la figlia ad avere rapporti sessuali con l’amante di lei, un ragazzo di 18 anni. Un gesto secondo lei necessario per evitare che la figlia diventasse lesbica. In quel caso i giudici hanno comminato una condanna a 10 anni di reclusione per il ragazzo, giudicato colpevole di violenza sessuale. Condannata invece a 4 anni e sei mesi di carcere la madre, giudicata colpevole di concorso in atti sessuali.

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