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Imane Fadil, negli organi nessuna traccia di radioattività
Cronaca

Imane Fadil, negli organi nessuna traccia di radioattività

Nessuna traccia di radioattività negli organi: questo è quanto emergerebbe dalle prime analisi condotte sulla salma della ex modella

Nessuna radioattività negli organi di Imane Fadil, l’ex modella e testimone chiave nel processo Ruby Ter misteriosamente deceduta dopo 15 giorni di agonia. Questo almeno sarebbe il risultato delle analisi condotte sul suo cadavere nella giornata di giovedì 21 marzo. Nei campioni prelevati tramite biopsia da fegato e reni non risulterebbe infatti alcuna traccia di radioattività, nonostante le insistenti voci a riguardo circolate negli scorsi giorni. Test per il momento però condotti solamente sui tessuti, ma non sui liquidi. L’esame, propedeutico all’autopsia vera e propria, ha dato quindi alcuni risultati che potranno però venire confermati solo dall’esame autoptico. Esame la cui data, però, rimane ancora da fissare. É ancora da capire, inoltre, se la Procura richiederà di eseguire esami supplementari sulla salma della giovane donna.

Un mistero la presenza di metalli pesanti

Rimane però un mistero la presenza di metalli pesanti nel sangue della vittima. Nonostante le approfondite ricerche condotte nell’abitazione di Fadil, infatti, fonti investigative fanno sapere che non è stata ritrovata alcuna sostanza sospetta che possa spiegare la presenza di alti valori di metalli pesanti nell’organismo della testimone.

Insomma, nonostante le ricerche, nessun rincontro di Antimonio, Cadmio, Molibeno o Cromo. Tutte sostanze invece rinvenute nel corpo della donna e nelle sue urine. Sostanze di per se non difficili da reperire, ma la cui presenza nell’organismo rimane per il momento un indovinello, avvolto in un mistero all’interno di un enigma.

Proseguono le indagini della procura

Un decesso sul quale però la procura di Milano è intenzionata a fare chiarezza. Dopo l’apertura di una indagine per omicidio volontario contro ignoti, gli investigatori hanno ipotizzato tre ipotesi. E se il recesso dovuto alla presenza di elementi radioattivi nell’organismo sembra essere escluso, rimane aperta la possibilità che la giovane sia stata avvelenata o che abbia contratto una malattia rara.

Solo le analisi potranno quindi fare chiarezza sul decesso di Iman Fadil, che per prima aveva raccontato delle “Cene galanti” che si tenevano ad Arcore in presenza del’ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi, e testimone chiave in un processo nel quale il Cavaliere figura tra gli imputati.

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