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Professoressa di Prato, la verità sulla paternità del primo figlio

L'esame ha confermato che il primogenito è figlio del marito. Il tribunale dei minori potrebbe toglierle l'affidamento di entrambi i bambini.

Professoressa Prato, paternità primo figlio
Professoressa Prato, paternità primo figlio

Continuano le indagini sul caso della professoressa di Prato che ha dato alla luce un bambino nato dalla relazione con un suo alunno di 14 anni. A pochi giorni dalla diffusione della notizia degli arresti domiciliari per la donna, gli inquirenti hanno eseguito l’esame del DNA anche sul primogenito di 11 anni.

Gli inquirenti hanno spiegato che il test è necessario per confermare o smentire l’ipotesi che la donna possa avere già avuto, in passato, altre relazioni con minorenni.

La paternità del primo figlio

Secondo quanto riportato da Letto Quotidiano, i risultati del test sul primogenito della professoressa hanno confermato la paternità del bambino, figlio del marito della donna. I pm Lorenzo Gestri e Lorenzo Boscagli hanno dichiarato che, qualora l’esito dell’esame fosse stato differente, la posizione della donna, così come quella del coniuge, si sarebbe aggravata ulteriormente.

Fanpage riferisce che Angela Roviello, l’avvocato della famiglia del 14enne, ha dichiarato: “Per ora non abbiamo neppure copia dell’esame del DNA. Non abbiamo nessuna copia degli atti. Attendiamo che le indagini siano chiuse per valutare la situazione”.

Le indagini

L’infermiera, insegnante di inglese nel tempo libero, si trova attualmente agli arresti domiciliari con l’accusa di violenza su minore e induzione. Il marito, invece, è stato accusato di alterazione di stato civile del neonato, che ha riconosciuto nonostante fosse a conoscenza della relazione extraconiugale della moglie.

Durante l’interrogatorio, l’uomo si è avvalso della facoltà di non rispondere. Martedì 2 aprile la professoressa sarà nuovamente chiamata a comparire davanti al Gip.

Il futuro dei bambini

Elena Zazzeri, avvocato e presidente della Camera minorile di Firenze, ha ipotizzato la possibilità che la magistratura tolga entrambi i figli alla donna. In questi casi “la Procura segnala la cosa alla Procura dei minori, che avvierà una procedura di valutazione della capacità genitoriale“, ha spiegato. “A questo punto potrà essere coinvolto il tribunale dei minori”, che avvierà “un’approfondita indagine psicosociale sulla madre, sul padre e sullo stato psicologico del primo figlio”.

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