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Coronavirus, pericolo ‘alto’ per Oms e i contagi aumentano

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Centinaia di contagi in un solo giorno. L'Oms riconosce la gravità della situazione e anche l'Italia organizza una task-force per monitorare il virus

coronavirus Cina
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La Cina conferma 769 casi di contagio da coronavirus in un solo giorno e nella capitale Pechino è avvenuto il primo decesso per l’infezione. L’organizzazione Mondiale della Sanità rivede i suoi precedenti comunicati, modificando il rischio da ‘moderato’ ad ‘alto’.

Coronavirus: i controlli in Italia

A conoscenza dell’allarme, tutti i paesi si sono mobilitati a livello locale per impedire la diffusione del virus. Anche in Italia il Ministero degli Esteri consiglia di non visitare la zona di Hubei, luogo della Cina da cui si è diffuso il coronavirus.

Anche al Ministero della Salute in giornata si sono svolti i primi incontri sulla questione. Per l’occasione è stata organizzata una task-force, alla quale hanno preso parte il Ministro della Salute Speranza e il vice-direttore dell’Oms Ranieri Guerra.

I controlli continuano negli aeroporti internazionali di Fiumicino e Malpensa, monitorando i passeggeri in entrata e le loro condizioni di salute. Il ministro Speranza ha dichiarato: “Tutti i passeggeri dei voli provenienti dalla Cina sono sottoposti a controlli sanitari durante il viaggio e vi è un controllo allo sbarco negli aeroporti di Fiumicino e Malpensa, in particolare con degli scanner termografici“.

Ha inoltre precisato che nel caso in cui ci sia un sospetto a bordo viene attivata un’apposita assistenza sanitaria, controllando i passeggeri anche nei giorni successivi all’arrivo.

Ha poi continuato: “Sono in contatto costante con la commissaria europea alla Salute e con i colleghi europei in attesa di un prossimo confronto, che ho proposto in un colloquio con il ministro della Salute croato, paese che ha la presidenza di turno. Serve piena e fattiva collaborazione tra istituzioni internazionali e ministero con ordini, istituti e regioni, dobbiamo perseverare e intensificare la collaborazione con organizzazioni internazionali, potenziando lo scambio di informazioni a tutti i livelli”.

Burioni interviene sul coronavirus

Il noto virologo, famoso in particolare sul web, si è espresso in merito: “In questo momento per il coronavirus cinese non abbiamo un vaccino, non abbiamo una terapia ma abbiamo una cosa che non è da poco: possiamo fare la diagnosi della malattia. L’unica cosa oggi che può difenderci veramente è la quarantena, non c’è altro modo. Se mi avessero detto qualche mese fa se questa situazione era prevedibile, avrei detto di no e che poteva accadere solo in un film”.

L’origine animale

Recentemente alcuni media hanno trasmesso notizie riguardanti l’origine del virus. Secondo alcuni, sarebbe possibile che il coronavirus sia dilagato da un laboratorio militare presente nella città di Wuhan.

Il portavoce dell’ambasciata cinese ha confermato che si tratta di “Informazioni tirate fuori dal nulla e completamente false. Il responsabile del Centro Cinese per la Prevenzione delle Patologie ha già detto chiaramente che, in base ai risultati degli studi condotti, il nuovo coronavirus ha una somiglianza superiore all’85% con il virus della Sars, quindi è altamente possibile che la trasmissione sia partita da animali selvatici”.

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