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Coronavirus, spesa in ordine alfabetico: in quali Comuni è prevista?

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Spesa in ordine alfabetico e solo ad opera di un membro della famiglia: è quanto hanno stabilito alcuni Comuni per difendersi dal coronavirus.

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Per evitare assembramenti e ridurre al minimo le occasioni di contagio di coronavirus, i sindaci di diversi Comuni hanno stabilito che i cittadini dovranno fare la spesa in ordine alfabetico. In base all’iniziale del proprio cognome ogni nucleo familiare avrà infatti un determinato giorno (o di più) per recarsi al supermercato.

In questo modo, come accade per la spesa online, si eviteranno le file fuori dagli esercizi commerciali.

Coronavirus: spesa in ordine alfabetico

Ad aver trovato questo escamotage per evitare gli affollamenti sono stati i primi cittadini di decine di Comuni.

Tra questi Cosimo Ferraioli, sindaco di Angri (Napoli) che ha così spiegato in una trasmissione televisiva la sua iniziativa: “Il sistema prevede che la popolazione venga divisa in gruppi ognuno dei quali ha un solo giorno a settimana per fare la spesa“. Nella regione anche Ercolano ha adottato la medesima strategia.

Ad aver firmato un’ordinanza che preveda l’ordine alfabetico per la spesa sono poi stati diversi sindaci lombardi.

A Cesano Boscone (Milano) per esempio il provvedimento vale da giovedì 2 aprile 2020 ed è stato emanato sia per non creare assembramenti che per evitare che i cittadini utilizzino la spesa come pretesto per uscire ogni giorno. La norma è valida soltanto da lunedì a sabato fino alle 19. La domenica e dopo tale orario l’accesso sarà invece concesso a chiunque. A differenza di quanto accade ad Angri però ogni residente avrà tre giorni e non solo uno per recarsi a comprare i generi necessari.

Lo stesso meccanismo vale per Bollate (Milano) dove chiunque avrà a disposizione una mattina, un pomeriggio e una domenica. Il sistema è il seguente, prendendo orari e lettere casuali: lunedì dall’apertura fino alle 14 a far la spesa tocca ai cognomi dalla A alla B, mentre dalle 14 alla chiusura ai cognomi dalla C alla D.

Tra le altre amministrazioni che hanno scelto questa modalità ci sono quella di Favara (Agrigento) e Tolve (Potenza). Qui il giorno consentito ai nuclei per recarsi al supermercato è solo uno alla settimana.

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it


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Debora Faravelli

Nata in provincia di Como, classe 1997, frequenta la facoltà di Lettere presso l'Università degli studi di Milano. Collabora con Notizie.it

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