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Fase 2: regole per la riapertura delle aziende a partire dal 4 maggio

Sanificazione, ingressi contingentati, dispositivi di protezione, spazi comuni: le regole per la riapertura delle aziende nella Fase 2.

Fase 2, regole per la riapertura delle aziende
Sanificazione, ingressi contingentati, dispositivi di protezione, spazi comuni: le regole per la riapertura delle aziende nella Fase 2.

Per la Fase 2 è prevista la riapertura a tappe di molte aziende e attività commerciali, a partire dal 4 maggio. Nel protocollo del 24 aprile, siglato dal Governo e dalle parti sociali sono contenute le regole di sicurezza che le aziende dovranno rispettare per salvaguardare la salute dei lavoratori e limitare il contagio da coronavirus.

Le disposizioni sono quelle già in vigore per le attività commerciali che stavano già lavorando nei giorni scorsi e riguardano: ingressi in azienda, accesso di personale esterno, sanificazione e controlli, dispositivi di protezione individuali, gestione degli spazi comuni e turni. Ove possibile è raccomandabile preferire lo smartworking.

Fase 2, regole per la riapertura delle aziende

Per prima cosa le aziende si devono impegnare nel contrasto alla diffusione del virus, informando tutti i lavoratori sulle regole base per contenere il contagio da coronavirus. Queste disposizioni, che possono essere affisse in luoghi ben visibili, riguardano norme igieniche e la prassi da seguire se si manifestassero sintomi correlabili al Covid-19. In particolare, il lavoratore è invitato a restare a casa se si presentasse una temperatura superiore a 37.5.

Inoltre è tenuto ad avvisare tempestivamente il medico e il datore di lavoro se si presentassero sintomi sul luogo di lavoro.

Restano valide anche tutte le regole che abbiamo imparato a seguire in queste settimane: lavarsi spesso le mani, mantenere il distanziamento sociale, evitare assembramenti.

Fase 2, ingresso nelle aziende

Le aziende che riaprono nella Fase 2 devono prediligere ingressi contingentati dei lavoratori e, dove possibile, due diverse porte per l’entrata e l’uscita.

Prima di entrare, i lavoratori devono essere sottoposti alla misurazione della temperatura corporea tramite termoscanner. Per nessuna ragione è consentito l’ingresso se la temperatura rilevata è superiore a 37.5 gradi.

I lavoratori, inoltre, devono essere informati se entrano in contatto con colleghi che sono risultati positivi e per loro deve essere previsto un isolamento domiciliare di 14 giorni. Ai lavoratori risultati positivi è concesso rientrare sul posto di lavoro solo dopo avvenuta e certificata negativizzazione al virus, che avviene dopo due tamponi negativi.

Regole per l’accesso al personale esterno

L’accesso del personale esterno deve essere limitato il più possibile. Ove non fosse possibile, il personale esterno dovrà sottostare a tutte le regole di sicurezza vigenti nell’impresa. Ai trasportatori e addetti della logistica è richiesto di restare all’interno del veicolo, se possibile. Il personale che ha necessità di entrare, invece, seguirà il protocollo aziendale.

Per i lavoratori dipendenti da aziende terze che risultassero positivi al coronavirus, è obbligo dell’azienda appaltatrice avvisare il committente e insieme decidere i provvedimenti da prendere per la sicurezza dei lavoratori.

Sanificazione degli ambienti di lavoro

L’azienda assicura la sanificazione e la pulizia periodica degli ambienti di lavoro, compresi postazioni di lavoro, luoghi di svago e di passaggio. Negli uffici verranno sanificati anche schermi, mouse, tastiere e scrivanie. Ogni azienda poi può organizzare a sua discrezione operazioni di sanificazione straordinaria ricorrendo agli ammortizzatori sociali.

Nelle aree geografiche a maggior intensità di contagi o laddove si siano verificati casi positivi all’interno dell’azienda, in aggiunta alle normali attività di pulizia, è necessario prevedere, alla riapertura, una sanificazione straordinaria degli ambienti, delle postazioni di lavoro e delle aree comuni.

Gestione degli spazi comuni

L’accesso agli spazi comuni, come spogliatoi, mense e aree fumatori, deve essere contingentato. Inoltre, devono essere previste operazioni di ventilazione, rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro e limite di permanenza all’interno dello spazio stesso.

Deve essere garantita la sanificazione quotidiana di questi spazi in particolare, che, se possibile, devono essere riorganizzati per rispettare le regole di distanziamento.

Smart working e turni

Le aziende possono rimodulare i livelli produttivi e devono assicurare un piano di turnazione. I turni sono necessari per alleggerire la presenza contemporanea di troppe persone e per creare squadre distinte che, in caso di contagio, possono essere isolati meglio.

Resta valida la regola che, ove possibile, è meglio restare in un regime di smart working e fare uso di tutte le attività di lavoro presso il domicilio e a distanza.

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