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La crisi del ceto medio: decine di persone in fila al Banco dei Pegni

L'emergenza sanitaria diventa anche emergenza economica: la crisi del ceto medio raccontata dalle immagini del Banco dei Pegni.

crisi del ceto medio
crisi del ceto medio

La crisi sanitaria ed economica portata dal coronavirus colpisce duramente il ceto medio: molte persone si sono radunate in fila di fronte al Banco dei Pegni. Un’emergenza che – oltre a provocare migliaia di vittime – sta anche mettendo in ginocchio moltissime famiglie, costrette a vendere i loro gioielli per ottenere denaro per il sostentamento.

Le stime rivelano che quest’anno le perdite ammonteranno a 9 mila miliardi di dollari. Una somma che supera le economie di Germania e Giappone messe insieme.

“Si è registrato sicuramente un incremento delle attività, già nel periodo subito antecedente l’avvio del lockdown – spiegano i responsabili di questo settore della Cassa di Risparmio-Bpm -. Ma nel pieno rispetto delle regole e senza tuttavia disagi. La Banca, specie in questo momento di emergenza, è impegnata ad assicurare questo servizio alla città nel miglior modo possibile e sempre nel rispetto della normativa dettata dalle autorità competenti”.

La lunga fila al Banco dei Pegni

A soffrire di questa crisi economica e sanitaria è soprattutto il ceto medio, costretto a vendere i suoi gioielli più preziosi per fronteggiare l’emergenza.

Le stime del Fondo Monetario Internazionale (Fmi) rivelano che il Pil del 2020 calerà del 3%: una crisi senza precedenti. L’Italia, inoltre, sarebbe – insieme alla Grecia – tra gli Stati che risentiranno maggiormente di questo momento di emergenza. Non solo per le vittime che il Covid-19 ha mietuto, ma anche per la batosta che dovranno sobbarcarsi i ceti medi. Chi lavorava prima della pandemia con contratti in nero o precari non vede alcuna prospettiva futura, mentre molti settori stentano a ripartire. Il 30% di ristoranti e negozi potrebbe essere costretto a chiudere. Infine, anche gli aiuti del governo agli autonomi o alle partite IVA tardano ad arrivare e molte famiglie li attendono in ginocchio.

Il volto di un’Italia che riparte sì dalla fase 2, ma che per il futuro non riesce a scovare la luce in fondo al tunnel. Molti si affollano fuori dalle porte del Banco dei Pegni per vendere i loro gioielli e ottenere un minimo di liquidità utile per procedere fino alla fine del mese. La speranza, però, è riconquistare quanto perso, magari nel più breve tempo possibile.

Le storie degli italiani

Sono tanti gli esempi degli italiani colpiti dalla crisi. A Roma c’è Iole che racconta: “Da quando mio marito ha chiuso il bar andiamo avanti con la mia pensione di invalidità, appena 270 euro, e così un pezzo alla volta mi sono ritrovata costretta ad impegnare tutto l’oro che avevamo”. E Lucia, un’insegnante di danza, ferma a causa del coronavirus: “Siamo rimasti senza lavoro e senza nessun sostegno da parte del governo, la categoria dei lavoratori dello spettacolo finora è stata praticamente dimenticata”.

Diego è una guardia giurata di 45 anni attualmente in cassa integrazione: “Ho impegnato i gioielli di mia madre sei mesi fa per pagare una multa, contavo di recuperarli adesso e invece sono costretto a rinnovare la polizza”.

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.


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Laura Pellegrini

Nata a Verona, classe 1998, studentessa universitaria presso la facoltà di "Comunicazione e Società". Prima di collaborare con Notizie.it, ha scritto per L'Arena.

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