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Coronavirus, il diverso rischio di contagio nelle attività quotidiane

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Coronavirus, quali sono le attività quotidiane con il più alto rischio di contagio? Risponde l'esperta

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Marsala, paga un caffè al bar 50 euro

La fase 2 è ufficialmente iniziata, e il ritorno ad una graduale normalità permette di svolgere tutte quelle attività quotidiane che prima erano vietate: dallo shopping al bere un caffè al bar, da una cena tra amici a una passeggiata sul lungomare. Ma quanto è alto il rischio di contagio a seconda dell’attività che svolgiamo?

La dottoressa Susan Hassig, professoressa di epidemiologia presso la Scuola di salute pubblica e medicina tropicale dell’Università di Tulane a New Orleans, ha spiegato a Business Insider di quali sono le attività più a rischio rispetto ad altre.

Insomma, c’è molto più rischio di essere contagiati in una visita ai parenti che durante una camminata nei boschi. L’esperta allora ci aiuta a capire quali attività possono essere più pericolose e quali accorgimenti adottare per minimizzare il rischio di contagio.

Attività a rischio alto

Una delle attività quotidiane più pericolose in termine di contagio è sicuramente l’andare a casa di amici e parenti. Il rischio è quello di non mantenere le distanze corrette, rivedendosi dopo tanto tempo, e di non indossare le mascherine. La dottoressa consiglia di suddividere le persone da andare a trovare per fasce d’età, cercando di evitare le più anziane.

Il consiglio è quello di resistere ancora per qualche settimana, e mantenere la compagnia solo dei conviventi. Anche andare al bar è un’attività ad alto rischio: per la dottoressa non dovrebbero essere autorizzati ad aprire, a causa della loro naturale promiscuità (ad esempio, è impossibile indossare la mascherina mentre si beve un caffè). Per la Hassig andare a messa è un’attività a rischio alto, in quanto i partecipanti alle liturgie sono soprattutto gli anziani, ovvero i soggetti più vulnerabili al contagio. Poi cinema ed eventi sportivi sarebbero da evitare, a causa delle lunghe file in entrata e in uscita dove difficilmente le persone riescono a mantenere le distanze di sicurezza.

Attività a rischio medio

In una posizione appena sotto al rischio alto, ma non bassa al punto da essere considerata media, ci sono le palestre. Per la Hassig è molto difficile indossare la mascherina (per esempio quando si fa cardio) e diventa complicato sanificare ogni attrezzo prima e dopo l’uso.

Andare a cena al ristorante è considerato a rischio medio, e la dottoressa consiglia due comportamenti per ridurre il rischio di contagio: indossare la mascherina finché non si è seduti a tavola e utilizzare menù usa e getta. Anche andare dal parrucchiere o in un centro estetico si trova in questa fascia, perché per la dottoressa in questi posti il cliente tocca spesso la propria faccia, alimentando il rischio da coronavirus. Infine le spiagge sono considerate a rischio medio perché, soprattutto in quelle più piccole, c’è il rischio di non rispettare il distanziamento.

Attività a rischio basso

A basso rischio, per la Hassig, c’è una cenetta all’aperto: essendo all’aria aperta è molto più facile mantenere le distanze. Resta però, l’obbligo della mascherina. Basso rischio anche per le passeggiate al parco o le escursioni: basta mantenere il distanziamento sociale. Situazione tranquilla anche per lo shopping: con mascherina e distanziamento non si corrono rischio, anche perché, per la dottoressa, la possibilità di contagio con capi d’abbigliamento o prodotti al supermercato è davvero bassa.

Nata a Voghera, il 08/09/1996, è laureata in Comunicazione, Innovazione e Multimedialità (CIM) presso l’Università di Pavia. Collabora con Gilt Magazine e ha lavorato presso SkyTG24.


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Alessandra Tropiano

Nata a Voghera, il 08/09/1996, è laureata in Comunicazione, Innovazione e Multimedialità (CIM) presso l’Università di Pavia. Collabora con Gilt Magazine e ha lavorato presso SkyTG24.

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