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Aborto, polemiche sul post Facebook di Pro Vita e Famiglia: “Vergogna”

Non si placano le polemiche sul post Facebook di Pro Vita e Famiglia contro l'aborto. Reazioni anche dal mondo della politica.

Post anti-aborto di Pro Vita e Famiglia

Vergognatevi“, “Titolo e immagini deplorevoli“, “Una mancanza di rispetto“. Sono solo alcuni fra i commenti al post contro l’aborto che Pro Vita e Famiglia Onlus ha pubblicato su Facebook martedì 9 giugno, suscitando aperte polemiche. Due foto simili e una didascalia controversa che hanno generato indignazione nel web, nonostante la Onlus abbia modificato la didascalia.

Il post di Pro Famiglia sull’aborto

Nel post Facebook campeggiano due foto identiche di altrettante ecografie: due feti simili sotto una domanda: “Quale dei due è stato concepito in uno stupro?“.

La domanda ha suscitato le reazioni di molti utenti, al punto che gli amministratori della pagina hanno dovuto modificare il post: “Non possiamo neanche immaginare la profondissima e ingiusta ferita inferta da uno stupro, e lotteremo accanto alle donne perché questa barbarie sia punita sempre più severamente. Ma tuo figlio non ha nessuna colpa, eliminarlo non cancellerà la ferita. Anzi, con lui tornerai a splendere! Coraggio! P.S.: Visto il tema delicato, e visto che molti avete frainteso, abbiamo ritenuto opportuno chiarire meglio il nostro messaggio“.

Il chiarimento non ha, comunque, fermato la polemica. In molti hanno ravvisato la centralità del feto rispetto alla donna. Il post – a detta di molti – parla di figlio e stupro, non della donna, vittima della violenza. Sul post si è espressa anche Beatrice Brignone di Possibile: “Lo stupro è violenza“.

Pro Vita e Famiglia al centro delle polemiche

L’Associazione Pro Vita e Famiglia non è nuova a iniziative controverse. Nel 2019, al Congresso delle Famiglie di Verona, aveva suscitato indignazione il gadget con un feto in plastica distribuito ai partecipanti come richiamo alla vita. Nello stesso anno, in occasione dello sciopero per il clima, la Onlus aveva affisso nella Capitale un manifesto di 250 metri quadrati indirizzato all’attivista svedese, Greta Thunberg: “Cara Greta, se vuoi salvare il pianeta, salviamo i cuccioli d’uomo“. In molti ritengono queste campagne un attentato alla libertà personale. In merito all’ultimo post, la politica Brignone ha detto: “L’aborto libero, sicuro e gratuito, è per noi un diritto inalienabile, e se viene ostacolato a livello legale o fattuale è violenza“.

Aborto lecito: cosa dice la Chiesa?

Pro Famiglia e Vita Onlus è un’associazione ispirata dichiaratamente ai valori cattolici. Per questo, è opportuno fare chiarezza su quello che dice la Chiesa Cattolica. Il Concilio Vaticano II ha dichiarato l’aborto, senza distinzioni, “abominevole delitto“. Per la dottrina della Chiesa, l’aborto resta dunque una soppressione volontaria di una vita umanache va dal concepimento alla nascita“. Ci sono casi di aborto terapeutico, cioè interruzioni di gravidanza operate per evitare gravi rischi a madri in fin di vita. In queste eventualità, l’aborto non sarebbe procurato per rifiuto del bambino, ma per evitare rischi fatali alla madre. Un altro caso riguarda l’aborto a seguito di chemioterapia – quindi come “effetto collaterale grave e non voluto“.

Papa Francesco e la svolta sull’aborto

A conclusione del Giubileo straordinario sulla Misericordia del 2015-16, Papa Francesco ha pubblicato una lettera. Ispirato dallo stesso concetto di “misericordia”, il Pontefice ha concesso “a tutti i sacerdoti” la possibilità di “assolvere quanti hanno procurato peccato di aborto“. Dietro vi è una modifica del Diritto canonico in merito: se prima solo il vescovo poteva ritirare la scomunica, dal 2016 possono tutti i sacerdoti attraverso l’assoluzione.

Ciò non toglie che l’aborto sia un tema ancora forte all’interno della Chiesa Cattolica. In Italia l’interruzione di gravidanza è possibile. Il 22 maggio scorso, la legge 194 sull’interruzione volontaria di gravidanza ha “compiuto” 42 anni. Ciononostante, come lamentano alcuni attivisti e politici, oggi abortire è difficile per varie ragioni. Fra tutte, il forte stigma sociale che accompagna le donne che fanno questa scelta. Per tanti, il post di Pro Vita e Famiglia va a minare una scelta già di per sé delicata.

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