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Coronavirus, lo studio di Vo’: “Il 40% degli infetti sono asintomatici”

Lo studio effettuato sul caso di Vo' Euganeo ha rivelato che il 42,5% dei positivi al coronavirus erano asintomatici ma comunque contagiosi.

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Nello studio effettuato sul caso di Vo’ Euganeo, primo focolaio di coronavirus scoperto in Veneto, e pubblicato su Nature, i ricercatori affermano che più del 40% degli infetti sono asintomatici e che i bambini sono i soggetti più resistenti all’infezione.

Coronavirus: lo studio di Vo’ Euganeo

L’articolo scientifico pubblicato da Andrea Crisanti, direttore del dipartimento di Medicina molecolare dell’università di Padova, e da Ilaria Dorigatti, direttore del Mrc Centre for Global Infectious Disease Analysis dell’Imperial College di Londra, punta in primis a ricostruire quanto successo nel piccolo comune.

Qui il 21 febbraio 2020 un residente è morto a causa di una polmonite che si è poi scoperto essere stata causata dal virus.

Di fronte alla diagnosi del primo caso positivo in Veneto, il suo governatore ha disposto l‘isolamento dell’intero comune per 14 giorni durante i quali le autorità sanitarie hanno effettuato tamponi sull’85,9% e sul 71,5% della popolazione in due momenti consecutivi.

Una strategia che si è rivelata efficace nel sopprimere la trasmissione. Dalle indagini epidemiologiche si è dedotto che il 42,5% delle infezioni confermate fossero asintomatiche sia al momento del test che per tutta la durata della malattia.

Lo studio mostra come non si rilevi alcuna differenza statisticamente significativa nella carica virale delle infezioni sintomatiche rispetto a quelle asintomatiche“, si legge nello studio. Questo risultato implica che, potenzialmente, anche le infezioni asintomatiche o paucisintomatiche potrebbero contribuire alla trasmissione del coronavirus.


Un altro dato significativo che emerge dall’articolo di Crisanti e Dorigatti è che i bambini sembrano ammalarsi di meno e con pochi sintomi. Sempre tenendo conto di Vò, su un campione di 234 bambini da 1 a 10 anni, nessuno è risultato positivo al tampone anche se spesso hanno convissuto con genitori infetti.

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