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Cinghiali uccisi nel parco giochi: animalisti in rivolta

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La Polizia Provinciale ha ucciso sei cinghiali in un parco pubblico a Roma tra le proteste degli animalisti che presidiavano il giardino

faniglia di cinghiali ripresa nella natura

I cittadini romani che abitano nella zona di via Gregorio VII, la strada che dall’Aurelia scende verso San Pietro, avevano soprannominato quel parchetto il “porco giochi”. Recentemente risistemato con un bel recinto ed i giochi per i bimbi all’interno, era stato scelto come dimora da una famiglia di cinghiali.

Cinghiali uccisi a Roma, rivolta degli animalisti

Questi animali selvatici a Roma ormai sono di casa e amano scorrazzare tra i bidoni dei rifiuti e le auto in sosta. La Polizia Locale aveva chiuso il cancello trasformando il parchetto nella prigione per questi animali considerati pericolosi per via della indole selvatica e della mole decisamente importante.

Sotto la pioggia il blitz della Polizia Provinciale

Ieri il blitz della Polizia Provinciale.

All’imbrunire ed armati di fucile con proiettili narcotizzanti hanno addormentato la mamma cinghiale ed i suoi cuccioli. Il tutto in mezzo alle proteste dei diversi attivisti per i diritti degli animali che presidiavano il parchetto “Mario Moderni” in via della Cava Aurelia e che avrebbero volentieri auspicato un esito diverso della storia ma non hanno nemmeno provato a far fuggire il piccolo branco, come da sceneggiatura hollywoodiana. Nemmeno la pioggia ha evitato la conclusione di questa storia assurda, se si considera lo scenario in cui si è andata via via sviluppando.

I cinghiali prima narcotizzati e poi uccisi

“A Roma è stato commesso un omicidio: mamma e sei cuccioli di cinghiale sono stati prima narcotizzati e poi uccisi, nonostante ci fossero altre soluzioni”, scrivono le associazioni animaliste Leidaa, Enpa e Animaliberaction che hanno filmato tutto quello che è accaduto e che hanno poi messo i filmati in rete, distribuendoli a mezzo social.

Gli animali sono stati narcotizzati con un dardo, poi uccisi con una puntura da parte del personale del servizio veterinario della Asl.

Numerose sono state le vicende di cronaca recenti che hanno avuto come protagonisti questi animali. Anche l’onorevole Michela Brambilla è intervenuto sul caso spiegando di “aver manifestato agli assessori e le istituzioni competenti la disponibilità della mia associazione di  accogliere gli animali”. Da parte di Roma Capitale e Regione Lazio nessun commento sulla vicenda.

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