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Covid, Guerra: “Se i dati delle Regioni sono manipolati è cataclisma”

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"Se ci fosse una manipolazione dei dati, il giorno dopo ci sarebbe un effetto ‘rebound', un cataclisma nell'area che manipola il dato".

Ranieri Guerra
Ranieri Guerra

Dal 6 novembre è in vigore il nuovo Dpcm anti-Covid che ha diviso le Regioni per zone di rischio. Nelle Regioni etichettate come “rosse”, cioè le più a rischio, sono scattate misure molto restringenti. Per questo motivo, qualcuno ha avanzato il dubbio che le Regioni possano omettere i dati reali per evitare chiusure.

“Tutto è possibile al mondo. Però io credo che esista un’etica della politica, un’etica delle amministrazioni locali in una situazione come questa. Se ci fosse una manipolazione dei dati, il giorno dopo ci sarebbe un effetto ‘rebound’, un cataclisma nell’area che manipola il dato“. A spiegare la situazione è stato Ranieri Guerra, direttore vicario dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) e componente del Comitato tecnico scientifico (Cts), intervenuto nella trasmissione “Agorà” su RaiTre.

Covid, Guerra sui dati delle Regioni

“In cabina di regia ci sono anche i rappresentanti delle regioni, è ovvio che c’è un ritardo di qualche giorno per i dati”, ha continuato Guerra, commentando gli indicatori che hanno portato alla definizione delle tre aree di rischio previste dall’ultimo Dpcm.

Guerra ha parlato poi degli ultimi numeri della pandemia in Italia: “Preoccupa il tasso di crescita. Purtroppo non siamo di fronte a qualcosa di diverso rispetto al resto d’Europa, oramai siamo alle soglie dell’inverno, ciò che preoccupa in prospettiva è il tasso di crescita.

Sembrava che ci fosse stato un rallentamento, ma i dati di ieri sono andati oltre quello che speravamo di vedere. Le procedure che stanno entrando in azione, le chiusure chirurgiche, credo che siano quelle più appropriate in questo momento a differenza del passato. La prima linea deve essere rafforzata e messa in condizione di filtrare i ricoveri. Pensiamo per esempio a chi non ha presidi territoriali e l’unico modo che ha per essere curato è andare in pronto soccorso”.

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.


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Mattia Pirola

Nato il 18 luglio del 1990, vive a Cassina de' Pecchi. Si è laureato in Storia per seguire la propria voglia di conoscere il passato, ho iniziato l'attività giornalistica per analizzare il presente e le sue innumerevoli contraddizioni. Collabora con Metropolis Notizie e Notizie.it.

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