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Noemi Durini uccisa a 16 anni: il fidanzato chiede di lavorare fuori dal carcere

Noemi Durini è morta a 16 anni dopo essere stata seppellita viva dal fidanzato nel 2017: il suo carnefice chiede di poter lavorare fuori dal carcere.

Omicidio

Lucio Marzo, 21 anni, ha chiesto di poter lavorare al di fuori delle mura del penitenziario in cui è rinchiuso. Tre anni fa, il ragazzo è stato dichiarato colpevole dell’omicidio di Noemi Durini.

Omicida chiede di lavorare fuori dal carcere

La richiesta di Lucio Marzo ha suscitato durissime reazioni da parte della madre e della sorella della giovane ragazza uccisa a soli 16 anni dal fidanzato, il 3 settembre 2017.

Imma Rizzo, madre di Noemi, si è detta sconvolta dalla sfrontatezza mostrata dal detenuto, mai pentitosi del delitto commesso, mentre Benedetta Durini, sorella della vittima, ha espresso la sua rabbia e la sua amarezza in un lungo post pubblicato su Facebook.

«Non ha rubato una caramella, non ha rubato un’auto, non ha spacciato. Ha ucciso.» ha scritto Benedetta e, a proposito dell’arresto di Marzo, ha aggiunto «Io non dimentico il suo sorriso beffardo fuori dalla caserma dei carabinieri di Specchia, il 13 settembre del 2017, dopo aver confessato l’omicidio.

Io non dimentico le sue risatine in tribunale, i suoi ghigni […] o il senso di orgoglio e supremazia mostrato affermando ‘io sono quello che ha ucciso la ragazza’. Come si può permettere libertà a un essere così? Che dignità dovrebbe recuperare un soggetto che, di degno, non ha nulla? E che di umano non ha nulla, se non la fisionomia e la biologia».

Benedetta Durini ha anche sottolineato il fatto che il ragazzo sia stato processato in qualità di minore nonostante abbia compiuto la maggiore età soltanto due mesi dopo aver perpetrato l’omicidio.

Una simile condizione gli ha concesso benefici e sconti di pena rispetto ai quali la famiglia si è sempre detta contraria e indignata. La ragazza, inoltre, scagliandosi contro la volontà espressa da Marzo, ha concluso il post-invettiva con le seguenti parole: «Voi: istituzioni, giudici, ministri, parlamentari e chi vi pare ritenete ancora che questo soggetto e molti altri come lui, possano avere il diritto e il privilegio di guardare il cielo, di calpestare un prato, o assaporare il vento, quando le persone che hanno ucciso sono sottoterra, in una bara?»

Noemi Durini, ferocemente uccisa dal fidanzato

Noemi Durini è stata uccisa a Specchia, nel settembre del 2017, per motivi futili e in modo violento e crudele. Lucio Marzo ha picchiato la ragazza, l’ha accoltellata alla testa e poi l’ha seppellita, ancora viva, sotto un cumulo di massi gelidi. Il corpo della vittima è stato trovato soltanto dieci giorni dopo l’omicidio, il 13 settembre, nelle campagne di Castrignano del Capo, in seguito alla confessione spontanea rilasciata dal carnefice presso la caserma dei carabinieri.

L’autopsia effettuata sui resti rinvenuti durò oltre 12 giorni e fece emergere le brutalità che Noemi aveva dovuto subire, confermando la presenza di una punta di coltello nel cranio della ragazza e la morte per «asfissia da compressione toracica».


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