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Covid, obiettivo evitare terza ondata: le Regioni più a rischio

La terza ondata del covid potrebbe esserci, occorre invertire i dati: le regioni più a rischio.

Covid terza ondata regioni

L’estate in libertà, la divisione in zone di rischio poi il decreto Natale, tutte mosse che hanno fatto capire anche ai più duri di comprendonio come il covid non sia un nemico facile da sconfiggere. Ora l’obiettivo è evitare che arrivi una violenta terza ondata, proprio nel periodo in cui si dovrebbe cominciare ad intravedere uno spiraglio in fondo al tunnel con il vaccino.

Ma qual è la situazione in Italia rapportata alle singole regioni? I dati del monitoraggio dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 14 – 20 dicembre, mostrano come l’Rt nazionale sia a 0,90, e solo due regioni, Veneto e Molise, abbiano l’indicatore sopra la soglia limite di 1. La scorsa settimana l’indice era a 0,86, 15 giorni fa a 0,82 mostrando dunque un trend in crescita che non permette di abbassare la guardia.

Covid, la terza ondata e le Regioni

Analizzando la situazione da un punto di vista delle Regioni sono 5 quelle considerare ad alto rischio, vale a dire Liguria, Marche, Puglia, Umbria e Veneto, mente 4 sono quelle che da rischio moderato hanno un’elevata possibilità di salire nel grado di pericolo. Si tratta di Emilia-Romagna, Molise, Provincia Autonoma di Trento e Valle d’Aosta.

Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, ha così spiegato il tendente peggioramento dei numeri covid: “Dopo alcune settimane in cui si è assistito a una tendenza alla diminuzione nell’Rt e nel numero di nuovi casi, adesso abbiamo una sorta di tendenza alla stabilizzazione. Tanto è vero che l’incidenza che la scorsa settimana si calcolava essere a circa 375 nuovi casi per 100mila abitanti questa settimana è su 330 per 100mila, quindi la diminuzione è veramente lieve”.

“Lo vediamo – ha aggiunto Rezza – anche dai dati quotidiani, vediamo che ogni giorno sia i numeri dei positivi a Sars-CoV-2 che la percentuale di positivi sui test eseguiti rimane più o meno stabile e da un paio di settimane abbiamo ormai una tendenza a un lieve incremento di nuovo dell’Rt: era a 0,82 due settimane fa, è salito a 0,86 la scorsa settimana e ora è a 0,9″. Ora sarà necessario attendere almeno due settimane per valutare se il decreto Natale, con le sue zone rosse e arancioni, riuscirà ad invertire la tendenza di crescita e a scongiurare una zona arancione generale, o peggio rossa, dopo il 6 gennaio.

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