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Covid, 30 contagi in una casa di riposo: salta la seconda dose di vaccino

Trenta anziani residenti in un casa di riposo nel bolognese sono rimasti contagiati dal Covid prima della somministrazione del vaccino.

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Arriva da Casalecchio di Reno, in provincia di Bologna, la notizia dei trenta contagi avvenuti tra i 46 residenti di una casa di riposo della zona, la Senior Hotel Arcadia. I primi sintomi tra gli anziani sono comparsi subito dopo il primo giro di vaccinazioni, anche se le autorità sanitarie ipotizzano che il contagio sia in realtà partito qualche giorno prima delle somministrazioni.

L’emersione dei sintomi non sarebbe pertanto collegata al vaccino.

Covid, 30 contagi tra gli anziani di una casa di riposo

A spiegare la situazione è stato lo stesso titolare della struttura Guido Gaggioli, che ai microfoni dei giornalisti ha dichiarato: Ora sono praticamente tutti asintomatici, soltanto un paio di anziani sono tenuti sotto osservazione per via della saturazione bassa. La prima dose di vaccino è stata somministrata il 13 gennaio. Dopo un paio di giorni sono comparsi i primi casi di malessere (brividi e febbriciattole), e allora abbiamo fatto un giro di tamponi”.

Gaggioli ha poi aggiunto che una volta arrivati i risultati dei tamponi: Sono scattati gli accorgimenti di protezione e le misure di assistenza del nostro medico. […] abbiamo segnalato la situazione al servizio di farmacosorveglianza dell’Ausl, e ora attendiamo le linee guida per capire come procedere”.

Ora salta la seconda dose di vaccino

Ulteriori dettagli sono giunti inoltre anche da Paolo Pandolfi, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl locale, che ha parlato in merito alla possibilità che gli anziani possano essersi contagiati prima della vaccinazione: “Si stanno facendo degli approfondimenti per ricostruire il caso.

Alcuni elementi ci portano a dire che c’era già una situazione di contagio prima della vaccinazione, che poi si è manifestata in questo periodo. È un focolaio importante, che è stato subito sottoposto a monitoraggio”.

Alla luce del focolaio è pertanto saltata la somministrazione della seconda dose di vaccino per i 30 contagiati, come stabilito dalle linee guida dell’Aifa. Secondo l’Agenzia Italiana del Farmaco infatti, se c’è una manifestazione infettiva successiva alla prima dose la seconda non è più necessaria, poiché l’infezione naturale corrisponde già a una seconda dose.

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